Midjourney, la startup specializzata nella generazione di immagini tramite intelligenza artificiale, ha presentato una nuova istanza legale per costringere tre grandi studi hollywoodiani a rivelare i dettagli del loro utilizzo dell'AI. La mossa arriva nell'ambito di una causa per violazione del copyright intentata da Disney, Universal e Warner Bros, che accusano Midjourney di aver addestrato i suoi modelli su personaggi protetti come Bart Simpson e Darth Vader.
Le radici della disputa tra Midjourney e gli studi cinematografici
Disney e Universal hanno citato in giudizio Midjourney lo scorso anno, sostenendo che i modelli di generazione di immagini della startup fossero in grado di creare rappresentazioni dei loro personaggi iconici senza autorizzazione. Pochi mesi dopo, anche Warner Bros ha intentato una causa simile. Midjourney si difende affermando che l'addestramento su immagini protette da copyright rientra nel fair use, una dottrina legale che consente l'uso limitato di opere protette senza il consenso del titolare.
Sponsored Protocol
La battaglia sulla scoperta delle prove e i limiti imposti dal giudice
Il punto centrale dell'attuale controversia riguarda i documenti che gli studi dovranno produrre durante la fase di discovery. Un giudice ha stabilito che le major devono fornire informazioni sul loro uso dell'AI generativa, ma solo quando questo ha portato a video e immagini destinati al pubblico. Midjourney chiede ora di rimuovere questa restrizione, sostenendo che permette agli studi di selezionare solo i documenti che supportano le loro tesi, nascondendo quelli che potrebbero rafforzare la difesa della startup. La startup sostiene che gli studi potrebbero utilizzare internamente le stesse tecniche che stanno contestando, come lo sviluppo di modelli AI per storyboard o ideazione di contenuti.
Sponsored Protocol
L'accusa di ipocrisia dietro le quinte degli studios
Nella nuova istanza, Midjourney afferma che i documenti trattenuti rivelerebbero se gli studi, a porte chiuse, stanno facendo esattamente ciò per cui stanno citando la startup. Se gli studi stessero sviluppando modelli AI per uso interno, addestrandoli su contenuti non autorizzati, ciò dimostrerebbe che si tratta di una prassi consolidata nell'industria. Midjourney chiede inoltre che gli studi rivelino tutti i prompt utilizzati sulla sua piattaforma e le relative immagini generate, non solo quelli che hanno prodotto le presunte violazioni. L'avvocato degli studi, David Singer, ha definito la richiesta una pesca a strascico, ribadendo che le major non vogliono bloccare l'AI ma solo fermare la copia non autorizzata dei loro personaggi. Proposte simili di condivisione dei profitti dell'AI stanno emergendo in altri settori.
Sponsored Protocol
Le implicazioni per il futuro dell'AI nell'intrattenimento
Questa causa potrebbe stabilire un precedente importante per l'uso dell'AI generativa nell'industria creativa. Se Midjourney otterrà l'accesso ai documenti interni degli studi, si potrebbe scoprire quanto le stesse major utilizzino tecniche simili, influenzando potenzialmente le future regolamentazioni. Secondo TechCrunch, la decisione del giudice attesa nelle prossime settimane potrebbe ridefinire i confini del fair use e della trasparenza nell'AI.