Apple continua a spingere sullo sviluppo del suo browser sperimentale con il rilascio di Safari Technology Preview 243, mentre nel frattempo si prepara a difendersi in una causa legale da 3 miliardi di sterline nel Regno Unito per presunte pratiche anticoncorrenziali legate a iCloud. Due facce della stessa medaglia per l'azienda di Cupertino, che da un lato innova e dall'altro combatte battaglie legali che potrebbero ridefinire il mercato del cloud e del software.
Safari Technology Preview 243: Aggiornamenti e Novità per Sviluppatori
L'ultima versione del browser sperimentale di Apple, Safari Technology Preview 243, è ora disponibile per il download tramite l'aggiornamento software nelle Impostazioni di Sistema. Questo rilascio include una vasta gamma di correzioni e miglioramenti che spaziano dall'Accessibilità alle Animazioni, dal CSS al JavaScript, passando per Media, Networking, PDF, Rendering e WebRTC. Particolarmente rilevanti sono gli aggiornamenti per la WebGPU e il WebAssembly, tecnologie chiave per le applicazioni web moderne e l'esecuzione di codice ad alte prestazioni direttamente nel browser. Apple ha inoltre risolto bug legati alla sicurezza e alla gestione delle estensioni, un aspetto fondamentale per gli sviluppatori che lavorano su plugin e strumenti di produttività. Come sottolineato in un recente articolo su Mythos di Mozilla e la caccia ai bug, anche la sicurezza del browser resta una priorità assoluta nel panorama tech del 2026. Safari Technology Preview 243 è compatibile con macOS Sequoia e il nuovissimo macOS Tahoe, e può essere eseguito in parallelo con la versione stabile di Safari, offrendo un ambiente ideale per testare le funzionalità in arrivo. Per i dettagli completi, Apple ha pubblicato le note di rilascio sul sito ufficiale del programma, un punto di riferimento per chi segue l'evoluzione del motore WebKit.
Causa iCloud da 3 Miliardi: Il Regno Unito Spinge per il Processo
Sul fronte legale, Apple non è riuscita a restringere il campo di una causa collettiva intentata dall'associazione britannica dei consumatori Which? nel 2024. Il tribunale ha respinto la richiesta di Apple di escludere gli utenti non paganti di iCloud, stabilendo che il processo dovrà coprire tutti i 40 milioni di consumatori britannici che hanno utilizzato il servizio dal 8 novembre 2018 a oggi. La teoria legale alla base è innovativa: si parla di “Forgone Consumer Surplus” (FCS), ovvero il surplus del consumatore perso. Which? sostiene che Apple, favorendo ingiustamente iCloud a scapito di fornitori terzi, abbia imposto prezzi più alti del dovuto, danneggiando anche coloro che non hanno mai pagato per un abbonamento ma che, in un mercato competitivo, avrebbero potuto acquistare un piano a un prezzo equo. Ad esempio, un piano da 200 GB a 2,99 sterline potrebbe essere stato gonfiato di 1 sterlina, causando un danno teorico a chi non poteva permetterselo. Il tribunale ha riconosciuto la novità della questione, ma ha dato il via libera al processo. Apple ora deve affrontare un'udienza per determinare se ha abusato della sua posizione dominante. L'importo richiesto, 3 miliardi di sterline, potrebbe tradursi in un rimborso medio di 70 sterline per ogni utente idoneo, se la causa avrà successo. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione delle big tech, come evidenziato anche in un altro articolo su OpenAI e le nuove frontiere della sicurezza nel browser. Per chi volesse approfondire i dettagli tecnici di iCloud, è possibile consultare la pagina Wikipedia su iCloud. Il caso rappresenta un importante precedente per la tutela dei consumatori nell'era digitale, mettendo in discussione le pratiche di lock-in dei giganti della tecnologia.
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