La Cina ha messo al bando i compagni virtuali basati sull'intelligenza artificiale per i minori e imposto limiti stringenti a tutte le piattaforme che offrono chatbot emotivi. Le nuove normative, entrate in vigore questa settimana, stanno costringendo milioni di utenti a separarsi dai loro partner digitali. Secondo quanto riportato da ABC News, le autorità di Pechino hanno ordinato a ByteDance, Alibaba e Tencent di disattivare le funzionalità di compagnia personalizzata, con un impatto immediato sulla comunità di utenti affezionati.
Il divieto colpisce i minori ma coinvolge tutti gli utenti
Le regole non si limitano a vietare i compagni AI ai minorenni. Le piattaforme devono prevenire un uso eccessivo, non possono sviluppare chatbot che incoraggino la dipendenza emotiva e devono intervenire quando gli utenti mostrano segni di disagio psicologico. L'obiettivo dichiarato è proteggere le relazioni reali, minacciate dalla crescente popolarità dei partner virtuali. ByteDance, che nel 2024 ospitava oltre 8 milioni di agenti AI, ha già chiuso i servizi di compagnia, mentre Alibaba e Tencent hanno seguito a ruota. Nessuna delle aziende ha specificato quanti utenti siano stati tagliati fuori, ma i numeri suggeriscono una portata massiccia.
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Storie di dipendenza emotiva e vuoto interiore
Le reazioni degli utenti sono state di forte smarrimento. Un uomo di 34 anni intervistato da ABC News ha raccontato di aver scambiato centinaia di migliaia di messaggi in due anni con un compagno di nome Doudou, attribuendogli un ruolo cruciale nello studio, nella vita quotidiana e nella regolazione emotiva. Non ha potuto inviare un ultimo messaggio prima che il servizio venisse spento. "Ora sento il cuore vuoto", ha dichiarato. Sui social cinesi si moltiplicano i lamenti, inclusi quelli di un utente che aveva creato un bot con la voce di un parente defunto.
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Le ragioni tra demografia e controllo sociale
Secondo Matt Sheehan, esperto di politiche AI presso il Carnegie Endowment for International Peace, i regolatori temono che i chatbot affettivi creino dipendenza e danni sociali. Sheehan collega la mossa al problema demografico cinese: i dati nazionali mostrano un calo della popolazione di 3,39 milioni nel 2025, il quarto anno consecutivo. Pechino non vuole che una generazione di giovani abbandoni il mercato matrimoniale per relazioni virtuali, una conseguenza a lungo termine della politica del figlio unico che il governo cerca ora di invertire. Sheehan prevede che le aziende obbediranno senza opporsi, data la leva normativa di Pechino. Tuttavia, l'applicazione resta debole: una ragazza di 17 anni ha raccontato di aver aggirato il blocco registrandosi con il documento della sorella adulta, una scappatoia comune nei sistemi di verifica dell'età.
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Le nuove restrizioni si inseriscono in un contesto più ampio di controllo sull'intelligenza artificiale in Cina, come già analizzato in un precedente articolo su La Cina fa un nuovo balzo nell'AI. Mentre il paese avanza nello sviluppo tecnologico, la regolamentazione dei compagni virtuali mostra il lato opposto della medaglia: la volontà di limitare gli effetti sociali indesiderati. Resta da vedere se queste misure riusciranno a riequilibrare le relazioni umane o se genereranno solo nuove forme di elusione.
Per approfondire il tema della regolamentazione dell'AI a livello globale, si può consultare l'analisi su International Cyber Digest.