Il governo degli Stati Uniti si prepara a indagare e potenzialmente limitare l'adozione di modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina da parte delle imprese americane. Secondo quanto riportato da CNBC, un portavoce del Dipartimento di Stato ha espresso serie preoccupazioni, affermando che l'uso di modelli cinesi solleva interrogativi sulla sicurezza nazionale e sui valori democratici. Le aziende statunitensi stanno sempre più optando per soluzioni AI cinesi, attratte dai costi inferiori e dalla qualità comparabile, ma questo trend ha acceso un acceso dibattito a Washington.
Coinbase e startup come Lindy guidano la svolta verso modelli cinesi
Un esempio emblematico è Coinbase, la cui amministratore delegato Brian Armstrong ha dichiarato pubblicamente l'utilizzo di due modelli AI cinesi: GLM 5.2, sviluppato da Z.Ai, e Kimi 2.7, creato da Moonshot. Anche la startup Lindy ha riferito di essere passata a DeepSeek per ridurre i costi operativi, come riportato da CNBC a giugno. Questo fenomeno non è isolato: secondo Nikkei Asia, colossi come AirBnB e Uber stanno accelerando l'adozione di AI cinesi, in parte a causa della sospensione di due modelli di Anthropic richiesta dal governo americano. Il trend evidenzia come le aziende cerchino alternative più economiche in un panorama dominato da costi crescenti per l'AI avanzata.
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Il Dipartimento di Stato accusa i modelli cinesi di promuovere la censura
Il portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato che l'AI cinese è progettata per avanzare le narrative del Partito Comunista Cinese, censurare il dissenso e riflettere l'ideologia del regime. Queste affermazioni si inseriscono in un contesto di crescente rivalità tecnologica tra le due potenze. L'uso di modelli cinesi da parte di aziende americane, secondo il governo, potrebbe inconsapevolmente diffondere propaganda e limitare la libertà di espressione, sollevando interrogativi etici e di sicurezza.
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Limiti legali a un divieto totale: il nodo del Primo Emendamento
Non è chiaro se gli Stati Uniti possano imporre un divieto diretto all'uso di modelli AI cinesi nel settore privato. Gli esperti sottolineano che limitare l'uso di modelli open source potrebbe violare il Primo Emendamento, che protegge la libertà di espressione e di scambio di informazioni. Inoltre, sarebbe complesso regolamentare le attività delle aziende oltre i confini nazionali: ad esempio, Apple utilizza la piattaforma AI di Alibaba per gli iPhone venduti in Cina, una scelta dettata dalle norme locali. L'amministrazione potrebbe partire modificando le proprie regole sugli appalti pubblici, lasciando il settore privato in una zona grigia.
La Cina risponde con accuse di backdoor e restrizioni simili
Il confronto non è a senso unico. Le autorità cinesi hanno avviato colloqui con le proprie aziende per impedire l'uso di modelli AI domestici all'estero. Il Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione cinese ha accusato Claude Code di Anthropic di contenere una backdoor, definendola una minaccia seria. Parallelamente, la Cina sta rafforzando i propri modelli AI per competere a livello globale, come dimostra il lancio di OpenAI GPT-5.6 Sol, Luna e Terra, sebbene si tratti di uno sviluppo americano. La tensione tra le due superpotenze tecnologiche è destinata ad aumentare, con ripercussioni su tutto l'ecosistema dell'innovazione.
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Per approfondire, si consiglia di consultare l'articolo originale di Engadget che ha riportato la notizia per primo.
Fonte: https://www.engadget.com/2210340/us-reportedly-wants-to-restrict-corporate-use-chinese-ai