Nel 2011, tre macachi hanno ricevuto un vaccino sperimentale contro il ceppo Bundibugyo del virus Ebola. Mentre due terzi dei loro compagni non vaccinati morivano, i tre animali sono rimasti asintomatici. Il virologo Thomas Geisbert, dell'Università del Texas Medical Branch, aveva completato il suo lavoro. Tuttavia, a distanza di 15 anni, quel vaccino non è mai stato testato sull'uomo né utilizzato durante le epidemie. Oggi, con un focolaio che imperversa nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, la comunità scientifica si chiede perché una soluzione così promettente sia rimasta inattiva.
Geisbert ha sviluppato il vaccino utilizzando la tecnologia rVSV (virus della stomatite vescicolare ricombinante), la stessa alla base del noto vaccino Ervebo per il ceppo Zaire. Il candidato vaccinale targetizza specificamente il Bundibugyo, un ceppo meno comune ma letale, responsabile di tre focolai dal 2007. Il problema principale è stato la mancanza di interesse commerciale: come ha spiegato Geisbert, 'non c'era un mercato globale per un vaccino contro Ebola. Non è un affare redditizio, nessuno voleva investirci.' Questa mancanza di finanziamenti ha bloccato qualsiasi progresso verso la sperimentazione umana.
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L'attuale epidemia ha già infettato centinaia di persone e causato circa 200 decessi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il vaccino di Geisbert come il candidato più promettente, ma il via libera alla produzione è ostacolato da barriere logistiche e burocratiche. Ad esempio, gli scienziati non sono riusciti a ottenere un campione vivo del virus Bundibugyo dalla RDC, a causa di risorse limitate e complessità nel trasporto di sangue refrigerato negli Stati Uniti. Sebbene le analisi genetiche suggeriscano una somiglianza del 98% con i ceppi precedenti, rimane un margine di incertezza.
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Il Ruolo degli Enti Non Profit
La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations ha stanziato fino a 3,2 milioni di dollari per preparare il materiale necessario alla produzione. L'International AIDS Vaccine Initiative, a New York, si occuperà di preparare il candidato vaccinale per la fase produttiva. Questi enti colmano il vuoto lasciato dall'industria farmaceutica, che tende a trascurare patologie con scarso ritorno economico. Come sottolinea Courtney Woolsey, assistente professore all'UTMB, 'nessuno guadagna davvero con questi vaccini, quindi ci sono barriere di finanziamento.'
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L'esperienza con Ervebo e i successi della vaccinazione ad anello contro il ceppo Sudan nel 2025 fanno ben sperare. Tuttavia, la mancanza di un test diretto sull'uomo potrebbe rallentare l'approvazione. Geisbert rimane cauto ma fiducioso: 'Anche se non verrà usato in questa epidemia, spero che il materiale clinico sia disponibile per la prossima.' Il caso del vaccino Bundibugyo evidenzia le lacune del sistema globale di preparazione pandemica, come discusso anche nel contesto delle regolamentazioni AI e delle lezioni apprese dal caso Anthropic. Leggi l'articolo correlato sulle lezioni europee.
Per approfondimenti scientifici, si rimanda alla pagina Wikipedia dedicata ai vaccini contro Ebola.
Fonte: https://www.wired.com/story/ebola-vaccine-sitting-on-shelf-for-15-years