Quando Tony Fadell, considerato il padre dell'iPod, è entrato nella metropolitana di New York, non si aspettava di imbattersi in una pubblicità del prodotto che aveva progettato oltre vent'anni fa. Un poster di cinque per quattro piedi promuoveva l'iPod Shuffle con la scritta "Zero tempo davanti allo schermo". Fadell, oggi noto per il suo lavoro su Nest e iPhone, ha raccontato a TechCrunch di essersi sentito come se vedesse una foto di suo figlio. Quell'annuncio, realizzato da Back Market, mercato online di tecnologia ricondizionata, non era un errore: stava cavalcando un movimento crescente chiamato slowtech.
Viviamo in un'epoca in cui i nostri dispositivi, app e algoritmi mediano ogni esperienza, dalla spesa agli appuntamenti. Abbiamo costruito smartphone in grado di fare quasi tutto, ma abbiamo anche creato una connessione costante che è diventata più estenuante che arricchente. Secondo un sondaggio, circa il 53% degli adulti americani desidera ridurre il tempo passato davanti allo schermo. Joy Howard, CMO di Back Market, spiega che le persone sono iper-sature e sovrastimolate, e vogliono un approccio più consapevole alla tecnologia. La slowtech, secondo la sua definizione, reintroduce l'attrito come strumento per creare confini.
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Il ritorno dei dispositivi senza schermo
Giovani generazioni, cresciute con social media e smartphone, riscoprono il fascino di cuffie cablate, console retrò e fotocamere digitali. Questi dispositivi non tentano di monopolizzare l'attenzione: le vecchie fotocamere non caricano le foto su Instagram, i giochi retrò non mostrano pubblicità e gli iPod non riproducono musica algoritmica. Austin Murray, fondatore di JAMDAT (una delle prime società di giochi mobile), oggi sviluppa MOQA, un'app per ridurre il tempo sullo schermo. "Non è un problema di forza di volontà, ma di design del prodotto", afferma Murray, osservando i propri figli. Anche Calvin Kasulke, autore di un romanzo ispirato a Slack, paga per app come Opal e Freedom per limitare il tempo sullo schermo, nonostante trovi imbarazzante aver bisogno di due app.
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Alcuni scelgono soluzioni radicali come flip phone o dispositivi e-ink come il Light Phone. Kaiwei Tang, co-fondatore di Light, racconta che molti utenti, tra i 20 e i 35 anni, si sentono più liberi dopo aver abbandonato lo smartphone. Tuttavia, Murray avverte che un telefono "stupido" rende difficile usare servizi bancari o check-in in hotel. Fadell stesso preferisce meno schermi: "Voglio meno, non di più". La spesa per fitness tracker senza schermo come Oura e Whoop è cresciuta dell'88% annuo, secondo Circana, dimostrando che i consumatori cercano alternative che riducano il tempo davanti allo schermo.
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Non solo nostalgia: Innovazione slowtech
Non tutti vogliono un flip phone. Strumenti come Mark, un segnalibro AI da 159 dollari, aiutano a non estrarre il telefono per prendere appunti durante la lettura. Eason Tang, fondatore di Mark, lo presenta come uno strumento analogico integrato con design, film e libri. Anche in Italia, l'interesse per la slowtech cresce, come mostrano le offerte per auricolari senza schermo come gli AirPods Pro 3 al prezzo minimo storico. Tuttavia, la sfida è bilanciare convenienza digitale e disconnessione. Come afferma Fadell, "La gente vuole la comodità del digitale, ma non il fastidio di essere sempre connessa".
Per approfondire, consulta la pagina di Wikipedia sul Digital Detox.