Ethan Thornton ha lasciato il MIT a 19 anni per costruire armi. Il primo tentativo, un sistema a idrogeno prototipato con pezzi di Home Depot e Amazon, non funzionò. "L'idrogeno è stata una scommessa sbagliata", ha detto Thornton al TechCrunch StrictlyVC di Los Angeles. Tre anni dopo, la sua azienda Mach Industries gestisce sei programmi d'arma e ha chiuso un round Series C da 300 milioni di dollari a una valutazione di 1,8 miliardi, portando il totale raccolto a circa 485 milioni.
Thornton, cresciuto a Burnet, Texas, in una famiglia con forti legami militari, si è convinto fin dall'adolescenza che la Cina rappresentasse una minaccia e che gli Stati Uniti si muovessero troppo lentamente verso i sistemi senza pilota. Oggi, a metà 2026, Mach Industries lavora su sei programmi simultanei: un aereo d'attacco a decollo verticale, un missile antinave a lungo raggio, due sistemi stratosferici, un intercettore superficie-aria a basso costo per droni e un aereo logistico e d'attacco per la Marina da 40 piedi e circa 4.000 libbre, capace di volare oltre mille miglia con un carico di mille libbre. Quest'ultimo rappresenta un salto rispetto al precedente aereo più grande di Mach, lungo circa 13 piedi. Nessuno dei sei è ancora in produzione a pieno regime. Thornton afferma di aver vinto circa 13 contratti governativi, la maggior parte in fase intermedia di procurement.
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La sfida della produzione di massa e la filiera critica
Thornton prevede che alcuni sistemi saranno operativi entro fine anno e punta a portare tre dei sei programmi in produzione di massa, passando da centinaia a centinaia di migliaia di unità al mese in un nuovo stabilimento. La sua tesi è che gli Stati Uniti non possono superare la Cina nella produzione manifatturiera, ma possono batterla nella creatività. "La cosa che l'America continua a fare bene è la creatività e la productizzazione", ha dichiarato. Il vero collo di bottiglia, secondo Thornton, è la supply chain: motori a reazione, razzi a propellente solido, radar. Mach ha costruito e testato due motori a reazione da zero in circa otto mesi, un processo che tradizionalmente richiede quattro anni. A maggio, l'azienda ha acquistato Exquadrum, un'azienda di motori a razzo solido con 24 anni di storia, per 50 milioni di dollari, battendo otto concorrenti. Vendere componenti, non solo veicoli, ora costituisce circa la metà dei ricavi di Mach.
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Concorrenza: Shield AI, Saronic e Anduril dominano il settore
L'approccio di Mach si differenzia da competitor come Shield AI, che per anni si è concentrata su un solo drone, o Saronic, che costruisce solo navi autonome. Entrambe hanno raccolto miliardi a valutazioni elevate. Mach assomiglia invece ad Anduril, ma con un focus hardware-first invece che software-first. Anduril, con una valutazione di 61 miliardi, ha raccolto 5 miliardi a maggio e si è aggiudicata un contratto decennale da 20 miliardi con l'esercito USA. Thornton minimizza la competizione, sottolineando che il problema è così enorme che tutte le aziende possono contribuire. "Se la Cina costruisce mille missili da crociera al giorno e gli USA uno ogni tre giorni, non c'è abbastanza produzione", ha detto. Inoltre, il Pentagono tende a mantenere due o tre fornitori per categoria.
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Thornton si dice consapevole delle difficoltà di gestire sei programmi contemporaneamente. Per mantenere la rotta, protegge quattro o cinque ore al giorno per riflettere e "simulare il futuro", a volte coinvolgendo i colleghi, che possono frustrarsi. Il feedback più utile, dice, arriva dai forum aziendali dove i dipendenti fanno domande aggressive. "Mi metto lì per un'ora e ricevo le domande più dure", ha spiegato. Sembra apprezzarlo. Mach Industries rappresenta un esperimento interessante: un fondatore giovane che sa di non sapere tutto e cerca di costruire un'azienda di difesa capace di competere con i giganti del settore. Mentre aziende come Anthropic attirano talenti come il Premio Nobel John Jumper da DeepMind, Thornton si concentra sull'hardware militare, con l'obiettivo di portare le sue armi sul campo entro fine anno.
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Per approfondire, il report originale di TechCrunch offre una panoramica completa. La sfida di Mach è ambiziosa, ma Thornton crede che la creatività americana possa prevalere sulla produzione cinese.
Fonte: https://techcrunch.com/2026/06/21/ethan-thornton-is-trying-to-do-everything-all-at-once