Il panorama dell'intelligenza artificiale si infiamma di nuovo. Venerdì scorso, Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha pubblicato il suo primo post su X per condividere una lettera intitolata Open Weights and American AI Leadership, un documento di tre pagine cofirmato da 25 aziende. Tra i firmatari figurano colossi come Nvidia, Microsoft, Meta, IBM, Dell Technologies, Palantir e Hugging Face. La lettera chiede all'amministrazione americana di evitare quella che definisce "restrizioni premature sui modelli di IA scaricabili", in un momento in cui il governo di Donald Trump sta valutando un bando ai modelli di IA cinesi, come Moonshot AI e DeepSeek. Manca all'appello la firma di OpenAI, Anthropic e Google, un'assenza che non passa inosservata.
I 25 firmatari rappresentano l'intero ecosistema dell'IA
L'elenco dei firmatari spazia dai produttori di chip ai fornitori di server, dagli operatori cloud alle aziende di software enterprise, fino a società di sicurezza e fondi di venture capital. Tra i nomi spiccano Dell, Microsoft, IBM, Box, ServiceNow, CrowdStrike, Telnyx, Replit, Perplexity, e i fondi Andreessen Horowitz, Y Combinator ed Emergence Capital. I modelli di IA che pubblicano pesi aperti, come Meta, Mistral e Black Forest Labs, sono naturalmente presenti. Anche la Linux Foundation ha aderito, lei che gestisce la licenza OpenMDW-1.1 usata da Nvidia per rilasciare Nemotron 3 Ultra a giugno, un modello da 550 miliardi di parametri. La lettera nasce in risposta a quanto accaduto pochi giorni prima: il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato su Fox Business che l'amministrazione esaminerà i modelli open-source cinesi per verificare eventuali furti di proprietà intellettuale, minacciando sanzioni. Huang ha replicato su Axios che le aziende americane dovrebbero poter utilizzare i modelli cinesi, definendo le accuse di backdoor una "misconcezione".
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Parallelamente, il settore dei chip sta vivendo tensioni: Qualcomm ha annunciato un aumento dei prezzi dei chip Snapdragon del 10% a partire da settembre 2026, un segnale che la competizione tecnologica si intensifica anche sul fronte hardware.
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Distillazione e accesso al calcolo: i punti caldi della lettera
La lettera affronta due temi cruciali. Il primo è la distillazione, ovvero la pratica di addestrare un modello sui risultati di un altro. I firmatari chiedono ai policy maker di non trattare la distillazione come appropriazione indebita, sostenendo che l'estrazione illecita da modelli chiusi debba essere gestita con quadri legali mirati, non con limiti generali alla tecnica. Il secondo punto riguarda l'accesso al calcolo: la lettera chiede un maggiore accesso alle risorse di calcolo per startup e ricercatori, insieme a investimenti pubblici in dataset condivisi e framework di valutazione. Huang, nel suo post su X, ha scritto: "Il mondo ha bisogno sia di modelli chiusi all'avanguardia sia di modelli aperti all'avanguardia". Ha anche rivelato che un token su quattro generati oggi proviene da un modello aperto. I pesi scaricabili vengono serviti da cluster aziendali, cloud regionali e rack on-premise, non solo dai pochi endpoint API degli hyperscaler. Questo crea un mercato alternativo che non dipende da TPU o Trainium interni.
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La lettera ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, i sostenitori degli open weights vedono un passo avanti per la trasparenza e la sovranità digitale; dall'altro, gli assenti come OpenAI e Anthropic potrebbero temere che modelli aperti possano essere abusati. Resta da vedere se Washington ascolterà l'appello o se invece procederà con il bando ai modelli cinesi, come anticipato dal team di Trump. La partita sulle regole dell'IA è appena iniziata.