OpenAI ha aperto una posizione per un product manager a San Francisco con l'obiettivo di sviluppare esperienze per famiglie, caregiver e anziani all'interno dei suoi prodotti. L'annuncio, pubblicato nelle scorse ore, segna un cambio di rotta per l'azienda che fino ad oggi ha puntato principalmente su utenti individuali e professionisti. Secondo le stime di Sensor Tower, la percentuale di utenti ChatGPT con più di 35 anni è salita al 31% nel secondo trimestre, mentre la fascia 18-24 è scesa al 29%. Negli Stati Uniti, quasi un genitore su quattro ha utilizzato ChatGPT nel trimestre, contro il 16% dell'anno precedente.
Il nuovo ruolo richiede esperienza nella creazione di prodotti per genitori e famiglie, nonché per contesti che richiedono un alto livello di fiducia. Ben Bajarin, CEO di Creative Strategies, ha commentato che questa mossa è simile al percorso seguito da Google, Apple e Meta quando le loro piattaforme sono diventate parte della vita quotidiana. Tuttavia, l'intelligenza artificiale alza la posta in gioco, perché l'assistente non si limita a mediare contenuti o dispositivi.
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OpenAI punta sulla sicurezza per famiglie dopo le critiche
La scelta arriva mentre OpenAI deve affrontare diverse cause legali intentate da genitori che accusano ChatGPT di aver causato danni ai loro figli, anche in casi di suicidio. Per rispondere a queste preoccupazioni, l'azienda ha introdotto negli ultimi dodici mesi una serie di misure di sicurezza: controlli parentali per account teenager, instradamento di conversazioni sensibili verso modelli di ragionamento progettati per gestire segnali di disagio, e una funzione opzionale "Contatto di Fiducia" che può avvisare un familiare in caso di potenziale autolesionismo. Stephen Balkam, CEO del Family Online Safety Institute, ha definito l'iniziativa "sicurezza attraverso la riprogettazione", sottolineando che i prodotti AI per bambini richiedono tutele diverse da quelli per adulti.
I genitori sottostimano l'uso dell'AI da parte dei figli
La ricerca pubblicata questa settimana dal Family Online Safety Institute rivela un divario significativo: mentre il 27% dei genitori statunitensi crede che i propri figli abbiano usato l'AI generativa nell'ultima settimana, il 38% dei bambini ha dichiarato di averlo fatto. Balkam ha raccomandato alle aziende di AI di sviluppare prodotti con controlli sui contenuti più stringenti, esperienze adatte all'età, supervisione genitoriale e promemoria che informino gli utenti di interagire con un'intelligenza artificiale, non con un essere umano.
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Nel frattempo, OpenAI ha organizzato un workshop con i San Antonio Spurs e la Positive Coaching Alliance per esplorare il ruolo dell'AI nell'apprendimento e nel coaching giovanile. L'azienda sta chiaramente ampliando il proprio focus oltre la produttività individuale, abbracciando un'ottica domestica. Come sottolinea Bajarin, ci si aspetta che le società di AI lanciano piani famiglia, profili per bambini e adolescenti, strumenti per caregiver, memoria familiare condivisa, tutoraggio AI e controlli di sicurezza più robusti.
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Per un confronto, secondo Sensor Tower, l'app Gemini di Google ha raggiunto il 32% degli utenti smartphone statunitensi che sono genitori, seguita da ChatGPT al 24%. Anche se ChatGPT rimane meno penetrato tra gli over 45, sta crescendo più rapidamente dei rivali in quella fascia demografica. Con questo nuovo posizionamento, OpenAI punta a colmare il gap e a diventare il punto di riferimento per l'AI in ambito familiare, imparando dagli errori dei social media che per anni hanno trattato i bambini come adulti. Un percorso analogo è stato intrapreso da Google con Magic Pointer, uno strumento che integra suggerimenti AI in contesti quotidiani, e da Apple con l'Apple Watch, che sfrutta l'AI periferica per il monitoraggio della salute familiare. Per approfondire, si può consultare la pagina Wikipedia su OpenAI.
Fonte: https://techcrunch.com/2026/07/11/openai-bets-on-families-as-chatgpt-goes-deeper-into-households