Il panorama energetico britannico potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni. Un consorzio guidato dal miliardario polacco Michał Sołowow, attraverso la società SGE (Synthos Green Energy), ha annunciato un ambizioso piano da 35 miliardi di sterline per realizzare 14 piccoli reattori nucleari modulari (SMR) in tre diversi siti del Regno Unito. L’obiettivo è generare 4,2 GW di potenza, sufficienti ad alimentare circa 8 milioni di case per oltre 60 anni, con le prime consegne di elettricità previste per il 2034.
GE Vernova Hitachi BWRX-300: il cuore del progetto
I reattori scelti sono i BWRX-300, progettati da GE Vernova e Hitachi, una tecnologia SMR avanzata che promette costi ridotti e maggiore sicurezza rispetto agli impianti nucleari tradizionali. A differenza dei grandi reattori convenzionali, gli SMR occupano un’area molto più contenuta e possono essere costruiti in modo modulare, riducendo i tempi e i rischi di cantiere. Il sito principale individuato è Oldbury, nel South Gloucestershire, dove sorgeva una ex centrale Magnox: qui SGE intende installare sei reattori. Gli altri due siti, non ancora resi noti, ospiteranno quattro reattori ciascuno, portando il totale a 14.
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L’appoggio governativo e la cornice normativa
Il piano rientra nel nuovo "Advanced Nuclear Framework" del governo britannico, presentato all’inizio dell’anno per sostenere progetti nucleari finanziati da privati. Per procedere, il consorzio deve ottenere garanzie sui prezzi dell’elettricità prodotta, che verranno bloccati con contratti a lungo termine prima di offrire l’investimento a investitori istituzionali. La spinta verso le rinnovabili e la crescente domanda di energia dei data center AI stanno accelerando l’interesse per l’energia nucleare. Come sottolineato in un nostro precedente articolo, il piano di Sam Altman per distribuire la ricchezza dell'AI evidenzia come la domanda energetica delle infrastrutture AI stia diventando una priorità globale.
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Google Cloud partner strategico: fino a 4,5 miliardi in data center
Un elemento chiave del progetto è la partnership con Google Cloud, che ha già manifestato l’intenzione di investire fino a 4,5 miliardi di sterline in data center nel Regno Unito per sfruttare la capacità aggiuntiva. La crescente necessità di energia a basse emissioni per alimentare l’intelligenza artificiale sta spingendo Big Tech a cercare soluzioni nucleari. Come spiega Wikipedia, i piccoli reattori modulari offrono una fonte di energia costante e pulita, ideale per data center che richiedono affidabilità 24/7.
Impatto sul paesaggio rurale britannico
La costruzione di 14 reattori SMR in zone costiere o fluviali – necessarie per il raffreddamento – trasformerà inevitabilmente alcune aree rurali del Regno Unito. Sebbene gli SMR abbiano un’impronta minore rispetto alle centrali tradizionali, l’accumulo di più unità nello stesso sito potrebbe alterare il paesaggio. Inoltre, la richiesta di acqua per il raffreddamento limita i siti idonei, concentrando lo sviluppo in prossimità di grandi corsi d’acqua o estuari. Le comunità locali e gli ambientalisti seguiranno con attenzione l’evoluzione del progetto, che deve ancora ricevere tutte le approvazioni governative.
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Al momento, il piano SGE è una proposta che attende il via libera definitivo. La stima dei 35 miliardi potrebbe variare in base ai finanziamenti e alle garanzie pubbliche. Tuttavia, se realizzato, rappresenterebbe uno dei più grandi programmi di SMR al mondo, segnando un punto di svolta per la strategia energetica del Regno Unito e per il ruolo dell’energia nucleare nel mix energetico globale.