Negli Stati Uniti la telenovela TikTok arriva a una svolta: ByteDance ha firmato un accordo vincolante per trasferire le attività USA della piattaforma in una nuova joint venture a maggioranza di investitori americani, con Oracle nel ruolo di garante tecnologico. L'operazione, valutata circa 14 miliardi di dollari, punta a evitare il ban dell'app, al centro da anni di un braccio di ferro fra Washington e Pechino su dati, algoritmo e sicurezza nazionale.
Un accordo per evitare il blackout definitivo
Come riportato da testate italiane come HDblog e Tom's Hardware, l'intesa arriva dopo la legge approvata nel 2024 che imponeva alle app considerate controllate da potenze straniere ostili di vendere le operazioni statunitensi a soggetti non avversari, pena il blocco totale negli USA. TikTok ha già sperimentato uno spegnimento temporaneo all'inizio del 2025, prima di tornare online grazie a proroghe e ricorsi.
Per chiudere definitivamente il contenzioso si è scelta la strada della separazione societaria. Nasce così TikTok USDS Joint Venture LLC, una nuova entità con sede negli Stati Uniti che avrà il compito di gestire la versione americana dell'app. Il closing dell'operazione è previsto per il 22 gennaio 2026, salvo imprevisti nei via libera regolatori.
Chi possiede cosa nella nuova TikTok statunitense
Secondo le ricostruzioni di agenzie internazionali come Reuters, la joint venture sarà controllata da un consorzio di investitori guidato da Oracle, Silver Lake e dal fondo emiratino MGX. Ognuno dei tre principali investitori avrà circa il 15% della nuova società, mentre il resto delle quote resterà a fondi già presenti nel capitale ByteDance e a nuovi soci istituzionali.
ByteDance scenderà sotto la soglia simbolica del 20%, mantenendo intorno al 19,9% della TikTok USA. Il consiglio di amministrazione sarà a maggioranza statunitense e la nuova struttura dovrà operare come entità indipendente per quanto riguarda protezione dei dati, sicurezza dell'algoritmo, moderazione dei contenuti e audit del software.
Dati, algoritmo e il ruolo di Oracle
La parte più delicata dell'accordo riguarda l'algoritmo di raccomandazione, il vero cuore del successo di TikTok. Come spiegato da quotidiani come Domani e Geopop, la tecnologia di raccomandazione verrà concessa in licenza alla nuova joint venture, che dovrà addestrare un sistema separato basato esclusivamente sui dati degli utenti statunitensi, separato dai data center e dai flussi globali controllati da ByteDance.
Oracle diventerà il partner di sicurezza "di fiducia": i suoi data center ospiteranno i dati degli utenti USA e i suoi sistemi dovranno verificare che l'algoritmo funzioni nel rispetto dei paletti fissati dagli accordi di sicurezza nazionale. Di fatto la multinazionale californiana si trasforma nel custode dell'infrastruttura cloud e nel controllore tecnico dei processi interni della nuova TikTok USA.
Nonostante la maggioranza americana nella governance, molti analisti fanno notare che restano interrogativi sul peso residuo di ByteDance e, più in generale, sul margine di influenza che Pechino potrebbe ancora esercitare sul futuro della piattaforma, a partire dalla proprietà intellettuale dell'algoritmo originale.
Cosa cambia per gli utenti e per il resto del mondo
Nel breve periodo, per gli utenti statunitensi cambierà poco a livello di esperienza quotidiana: stessa icona, stessa interfaccia, stesso feed infinito di video. Le differenze si vedranno dietro le quinte, man mano che il nuovo algoritmo addestrato sui soli dati USA inizierà a divergere dal motore utilizzato nel resto del mondo e sarà sottoposto a controlli più stringenti.
Per chi usa TikTok in Europa e in Italia l'accordo non ha effetti immediati, ma rappresenta un precedente importante. Se gli Stati Uniti riescono a imporre la localizzazione di dati e algoritmi sotto controllo nazionale, è plausibile che altri regolatori studino questa architettura per replicarla, in un contesto in cui privacy, sovranità digitale e controllo delle grandi piattaforme sono temi sempre più sensibili.
Per ora TikTok ha evitato il ban negli USA al prezzo di diventare una piattaforma a due velocità: da un lato una TikTok americana "commissariata" da una joint venture a stelle e strisce, dall'altro una TikTok globale ancora radicata nell'ecosistema cinese di ByteDance. Sarà il tempo, e magari il prossimo ciclo politico a Washington, a dire se questo compromesso reggerà.
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