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Instagram per attività locali, come farti conoscere in zona

Profilo, contenuti, storie e messaggi. Come usare Instagram per farti conoscere in zona e far entrare chi ti segue.

Ing. Calogero Bono 6 min de leitura
Instagram per attività locali, come farti conoscere in zona

Il bar di fronte ha tremila seguaci e il locale è mezzo vuoto. La pasticceria all'angolo ne ha quattrocento e il sabato ha la fila fuori. La differenza è che quei quattrocento abitano lì intorno, la conoscono e ogni tanto le scrivono per prenotare una torta.

A un'attività locale Instagram serve a una cosa. Farsi ricordare dalle persone della zona nel momento in cui hanno bisogno. Chi ti vede tre volte a settimana, quando deve scegliere dove tagliarsi i capelli o dove ordinare la torta, pensa a te prima che a un altro.

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Il percorso di chi ti scopre

  1. Ti scopre, con un reel, un luogo o un'amica che gli manda un tuo post.
  2. Ti controlla, apre il profilo e in pochi secondi decide se gli interessi.
  3. Ti rivede, perché storie e post gli ricordano che esisti.
  4. Ti contatta, scrive un messaggio, chiama, prenota o entra.

Prima si sistema il profilo, poi i contenuti che ti fanno scoprire e rivedere, infine i messaggi.

L'account professionale

Per un negozio, un locale o un salone la scelta naturale è l'account professionale nella versione Azienda. Si sceglie dalle impostazioni, alla voce che parla di tipo di account e strumenti, e si può tornare indietro in qualsiasi momento. Collegare una Pagina Facebook è facoltativo, ma l'indirizzo della sede si gestisce da lì, quindi conviene farlo.

Attenzione. Un account professionale è sempre pubblico. Se oggi il tuo profilo è privato, con il passaggio diventa pubblico e le richieste in sospeso vengono accettate da sole. Prima togli o archivia quello che non vuoi mostrare ai clienti.

Se il profilo lo ha aperto un dipendente o un'agenzia, controlla con quale email e quale numero è registrato. Mettici i tuoi e attiva l'autenticazione a due fattori, cioè un codice in più oltre alla password.

Nome, foto e biografia

Il nome utente è quello con la chiocciola. Il nome è la riga in grassetto sotto la foto. La ricerca di Instagram legge tutti e due, insieme a biografia, didascalie, hashtag e luoghi. Nel nome scrivi il mestiere e la città, le parole che una persona digita davvero. «Marilù, parrucchiera a Ribera» si trova. «Il gusto della tradizione» no.

La foto del profilo si vede in un cerchio grande quanto un'unghia. Va bene il logo, se è semplice, oppure la tua faccia, se l'attività sei tu. Usa la stessa immagine di WhatsApp e della scheda Google.

La biografia ha un limite di 150 caratteri, spazi compresi. Bastano se ogni riga ha un compito.

  1. Cosa fai e per chi, con le parole del cliente.
  2. Perché da te, una cosa concreta che ti distingue.
  3. Dove e quando, città, via o zona e orari essenziali.
  4. Cosa fare adesso, un invito solo, come «Prenota con un messaggio».

Sotto la biografia puoi mettere fino a 5 link. Uno o due che portano dove serve valgono più di cinque messi a caso, e il più importante va per primo.

I formati e cosa pubblicare

  • Il reel ti fa scoprire da chi non ti segue. Come regola pratica resta sotto il minuto.
  • Il carosello serve a spiegare e mostrare passaggi. È il formato delle cose da salvare.
  • La storia dura 24 ore e ti fa sentire vicino ogni giorno.
  • Il post singolo serve per ciò che deve restare, come un cambio di orario.

Non serve attrezzatura. Pulisci la lente, cerca la luce di una finestra e tieni il telefono in verticale.

Per non restare davanti allo schermo vuoto, usa quattro rubriche, cioè tipi di contenuto che si ripetono, come «Il piatto del giovedì» o «Prima e dopo». Su quattro contenuti, tre aiutano, raccontano o dimostrano. Uno solo vende in modo diretto. Un profilo fatto solo di locandine viene ignorato, come un volantino nella cassetta della posta.

Didascalie, hashtag e luogo

La prima riga è l'unica che si vede senza toccare «altro», quindi deve dare un motivo per continuare. Poi da due a quattro righe brevi, scritte come parli al banco. Chiudi con un invito solo, come «scrivici per prenotare».

Instagram accetta al massimo 5 hashtag per post. Scegli quelli che ti collocano, come mestiere più città, per esempio #parrucchierasciacca. Scrivili nella didascalia e non nei commenti. La ricerca legge anche le parole normali, e «torta di compleanno a Ribera» nel testo lavora quanto un hashtag.

Aggiungi sempre il luogo. Quello della tua attività, altrimenti la città o il quartiere. Se giri in un mercato o in una piazza, usa quel luogo.

Le storie ogni giorno

Il post è la vetrina, la storia è la porta aperta. Come regola pratica, da tre a cinque storie nei giorni di apertura. Al mattino cosa c'è di buono oggi, poi il lavoro in corso, una domanda, un risultato. Non deve essere perfetta. Deve esserci.

Gli adesivi come domande, sondaggio e quiz fanno rispondere chi guarda. Per esempio «Apriamo anche la domenica mattina?» con il sondaggio. Quando qualcuno vota o scrive, mandagli due righe in privato. È il modo più naturale per passare dalla storia alla vendita.

Le storie in evidenza restano sul profilo come un menu fisso, con listino, orari e come prenotare.

I messaggi

Una persona scrive «Avete posto sabato?». Se rispondi dopo due giorni ha già prenotato altrove. Per un'attività locale i messaggi diretti sono la cassa di Instagram.

La posta è divisa in tre cartelle. Principale, Generale e Richieste. In Richieste finiscono i messaggi di chi non segui, e lì arrivano molti clienti nuovi. Controlla tutte e tre mattina e sera. Negli orari di apertura rispondi entro un'ora.

Le domande sono sempre le stesse. Con le risposte salvate richiami un testo pronto scrivendo una scorciatoia, cioè una parola breve. Puoi anche impostare fino a 4 domande frequenti. In ogni risposta fai subito una domanda, proponi una soluzione precisa e chiudi con un passo concreto, come un orario o un ritiro.

Farti trovare in zona

Instagram non sa da solo che sei un'attività di zona. Glielo dici tu, con la città nel nome, nella biografia e nelle didascalie, e con il luogo su ogni contenuto.

Il modo più rapido per farti conoscere è comparire davanti ai clienti di un'attività vicina che non ti fa concorrenza. Il fioraio con il ristorante dei matrimoni, per esempio. Con il post in collaborazione inviti un altro profilo, e se accetta il contenuto compare anche sul suo profilo e arriva a chi lo segue. Proponi un'idea precisa, non un generico «facciamo qualcosa».

I numeri giusti

Le statistiche si chiamano insight. Le trovi nella dashboard per professionisti e sotto ogni contenuto. Guarda cinque numeri, account raggiunti, salvataggi, condivisioni, visite al profilo e tocchi sui contatti. Gli insight coprono al massimo 90 giorni, quindi segna i numeri del mese da qualche parte. E per un mese chiedi a ogni cliente nuovo come ti ha conosciuto, segnando la risposta su un foglio vicino alla cassa.

Errori da evitare

  • Comprare seguaci o usare app che seguono e scrivono al posto tuo. Instagram può limitare l'account o chiuderlo.
  • Sparire per un mese e poi pubblicare dieci post in tre giorni.
  • Scrivere in privato a decine di sconosciuti. È spam.
  • Promuovere un contenuto che non ha funzionato da solo. La pubblicità amplifica, non aggiusta.

La settimana tipo

Il lunedì scegli tre contenuti e scrivi le didascalie. Il martedì giri foto e video per tutta la settimana. Mercoledì, venerdì e domenica pubblichi e rispondi ai commenti. Ogni giorno di apertura fai le storie e controlli la posta. Il primo lunedì del mese apri gli insight. Sono circa tre ore a settimana.

I modelli di biografia per otto settori, le quaranta idee per le rubriche, le sei risposte da salvare e il piano dei primi trenta giorni li trovi nella guida Instagram per attività locali.

Domande frequenti

Devo passare a un account professionale?

Per un negozio, un locale o un salone la scelta naturale è l'account professionale nella versione Azienda. Si attiva dalle impostazioni e si può tornare indietro in qualsiasi momento. Ricorda che è sempre pubblico, quindi prima togli quello che non vuoi mostrare.

Quanti hashtag devo mettere in un post?

Instagram ne accetta al massimo 5 per post. Scegli quelli che ti collocano, come mestiere più città, e scrivili nella didascalia e non nei commenti. Anche le parole normali del testo aiutano la ricerca.

Come capisco se Instagram mi porta clienti?

Guarda salvataggi, condivisioni, visite al profilo, tocchi sui contatti e messaggi ricevuti. Per un mese chiedi anche a ogni cliente nuovo come ti ha conosciuto e segna la risposta su un foglio vicino alla cassa.

Se vuoi una mano a impostarlo sulla tua attività, scrivici.

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