Alienware ha cambiato rotta. Con il nuovo 16X Aurora, il marchio americano abbandona l'estetica appariscente degli ultimi anni per abbracciare un design minimalista, quasi monastico, che mette in primo piano le prestazioni pure. A partire da 1.979,99 dollari, questa macchina non cerca di stupire con led e superfici aggressive, ma punta tutto su una ricetta tecnica di alto livello, che include un pannello OLED da 16 pollici con refresh rate a 240 Hz, processori Intel Core Ultra HX e grafica Nvidia GeForce RTX serie 50. Il risultato è un portatile estremamente competente, che però deve fare i conti con un ingombro notevole e un'autonomia non certo da ultrabook.
La prima impressione è quella di un prodotto solido, costruito per durare. Il telaio in alluminio e la struttura interna in magnesio gli conferiscono una rigidità encomiabile, e nonostante i 5,66 libbre di peso, la distribuzione del peso e i bordi arrotondati lo rendono sorprendentemente comodo da trasportare nella sua borsa. La connettività è ben organizzata, con la maggior parte delle porte posizionate sul retro per non interferire con il mouse durante le sessioni di gioco. Troviamo Thunderbolt 4, USB-C, due USB-A, HDMI 2.1, Ethernet e jack audio, oltre al Wi-Fi 7 integrato. Una dotazione completa, che guarda al futuro.
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Prestazioni di gioco competitive con RTX 5060
La configurazione di prova, venduta a 2.279,99 dollari, abbina un Core Ultra 7 270HX Plus a una GeForce RTX 5060 con 8 GB di VRAM GDDR7. Nei test, il laptop ha gestito 007 First Light tra 60 e 70 fps a 2560 x 1600 con impostazioni medie e DLSS, senza cali di frame o balbettii. Nei benchmark come Shadow of the Tomb Raider, Far Cry 6 e Borderlands 3, l'Alienware ha superato del 20-25% i concorrenti con RTX 5060 e RTX 5050, ma in Cyberpunk 2077 è rimasto indietro, e in Red Dead Redemption 2 è andato alla pari. Contro un avversario più blasonato come il Gigabyte Aero X16 con RTX 5070, l'Aurora si è difeso bene, vincendo in Far Cry 6 e pareggiando in altri titoli, ma perdendo terreno in Cyberpunk 2077. La risoluzione nativa di 2560 x 1600 comporta un calo prestazionale di circa il 50% rispetto al Full HD, ma la maggior parte dei giochi rimane giocabile, tranne Cyberpunk 2077 che scende a 15 fps. In ogni caso, il laptop ha superato senza problemi il nostro stress test di 15 loop su Metro Exodus, mantenendo una media di 76 fps e una stabilità notevole.
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Produttività ai massimi livelli grazie al Core Ultra 7
Al di là del gaming, l'Alienware 16X Aurora brilla nel lavoro. Il processore Intel di ultima generazione ha ottenuto i punteggi più alti in Geekbench 6, con 3.065 in single-core e 17.753 in multi-core, distanziando nettamente i rivali con CPU precedenti. Anche nella transcodifica video Handbrake ha fatto segnare il miglior tempo, 2 minuti e 25 secondi, rispetto ai 3 minuti e 33 secondi del Asus TUF Gaming F16. Il trasferimento di 25 GB di file ha toccato una media di 2.358 MB/s, un dato impressionante che testimonia l'efficienza del sottosistema di archiviazione PCIe 4.0. Per chi usa il portatile come workstation mobile, le prestazioni non deludono.
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Il display OLED da 240 Hz è il vero fiore all'occhiello
Il pannello da 16 pollici è senza dubbio l'elemento che più colpisce. Con risoluzione 2560 x 1600, frequenza di aggiornamento a 240 Hz e supporto G-Sync, offre un contrasto profondo, colori vividi e una luminosità di 381 nit, un valore eccezionale per un OLED. Nei giochi e nei film, i dettagli sono nitidi e le scene scure guadagnano una profondità che i pannelli IPS non possono eguagliare. La copertura del colore raggiunge il 138% del DCI-P3, un dato che supera ogni concorrente diretto. Non c'è un solo aspetto negativo da segnalare: il display dell'Aurora è semplicemente eccellente.
Tastiera e touchpad funzionali ma senza infamia e senza lode
La tastiera offre una corsa dei tasti adeguata e una risposta precisa, permettendo di raggiungere velocità di digitazione elevate, come dimostrato dal nostro test a 123 parole al minuto. Tuttavia, la retroilluminazione RGB a zona singola è poco luminosa e non riesce a distinguersi in ambienti ben illuminati. Il touchpad è nella media, con una superficie liscia e clic meccanici che però risultano un po' rumorosi. Non sono elementi che compromettono l'esperienza, ma non aggiungono particolare valore.
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Autonomia e audio, i punti deboli
Come spesso accade con i laptop da gaming di questa stazza, l'autonomia è il tallone d'Achille. La batteria da 96 Wh garantisce poche ore di utilizzo intenso, e la porta di ricarica proprietaria a barilotto obbliga a portare con sé un alimentatore da 180 W non proprio compatto. Anche gli altoparlanti, posizionati sui lati del palm rest, sono solo sufficienti: la resa stereo è pulita e i volumi sono adeguati, ma manca la spinta sui bassi, che si nota soprattutto con la musica. L'app Dolby aiuta a migliorare la spazialità nei giochi e nei film, ma non può compensare del tutto la debolezza in gamma bassa.
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In definitiva, l'Alienware 16X Aurora è un laptop gaming che sa il fatto suo. Non è il più leggero né il più duraturo, ma offre un pannello OLED straordinario, prestazioni solide e una qualità costruttiva di alto livello. Se cercate un portatile potente da usare principalmente a casa o in ufficio, senza rinunciare al fascino di un display da riferimento, l'Aurora merita sicuramente un posto nella lista dei candidati. Per chi viaggia spesso, invece, esistono alternative più leggere e con maggiore autonomia. La scelta dipende dalle priorità, ma la competenza di questa macchina è fuori discussione.
Fonte: https://www.tomshardware.com/laptops/gaming-laptops/alienware-16x-aurora-review