Apple ha intensificato il suo scontro con la Competition Commission of India (CCI), presentando una denuncia in cui accusa gli investigatori di aver 'copiato e incollato' le affermazioni dei suoi rivali, senza condurre un'analisi indipendente. In un documento depositato il 25 giugno 2026, la società di Cupertino chiede che le conclusioni preliminari del regolatore vengano respinte, sostenendo che mancano di fondamento e violano il giusto processo.
Apple contesta le accuse di condotta abusiva sull'App Store
La CCI aveva concluso privatamente nel 2024 che Apple avesse attuato 'condotte abusive' sul suo App Store, imponendo l'uso del proprio sistema di pagamento. Apple nega fermamente, definendosi un 'attore minuscolo' con meno del 6% del mercato indiano degli smartphone. L'azienda avverte che modifiche forzate al suo modello di business integrato potrebbero 'creare incertezza normativa e scoraggiare gli investimenti nell'economia digitale indiana'. Questa disputa si inserisce in un contesto di crescenti regolamentazioni globali, simile a quanto accaduto con OpenAI che ha limitato l'accesso in Europa, colpendo le PMI.
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Prove di copia-incolla dalle denunce di Match, PhonePe e Paytm
Apple ha fornito tabelle per dimostrare che il team investigativo della CCI avrebbe semplicemente riprodotto le accuse presentate da oppositori come Match, l'app di pagamenti PhonePe (di Walmart) e il rivale indiano Paytm. Secondo Apple, 'il Direttore Generale non ha fatto alcuno sforzo per verificare o valutare criticamente queste dichiarazioni, spesso ripetendole testualmente'. Inoltre, l'azienda sostiene che la CCI abbia 'replicato ciecamente' un grafico sulla spesa mondiale per app e giochi, tratto da una sentenza UE del 2024 contro Apple, ignorando le diverse condizioni di mercato indiane. Precedenti casi simili, come quello di Google, avevano già visto accuse di copia da decisioni europee, ma con scarso effetto sul verdetto finale.
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La legge indiana sulle sanzioni antitrust può costare fino a 38 miliardi di dollari
Il regolatore accusa Apple di aver ritardato il caso per oltre due anni, rifiutando di fornire documenti e impugnando la legge indiana sulle sanzioni antitrust, che consente multe fino al 10% del fatturato globale. Apple stima un'esposizione potenziale fino a 38 miliardi di dollari, contestando anche in tribunale l'applicabilità della legge al periodo 2022-2024. Solo all'inizio di giugno 2026 Apple ha accettato di collaborare, presentando solo il fatturato locale indiano. La vicenda si intreccia con l'espansione produttiva in India, destinata a produrre il 26% degli iPhone globali nel 2026, rispetto al 6% di quattro anni fa. Per approfondire, si veda anche il leak sulla roadmap Apple Silicon che mostra i piani per i chip M5 e M6.
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Fonte: https://www.macrumors.com/2026/06/29/apple-says-indias-antitrust-case-is-copy-pasted