Apple ha annunciato un aumento generalizzato dei prezzi per i suoi Mac e iPad, sia per i modelli nuovi che per quelli rigenerati certificati, mentre i prezzi degli iPhone rimangono invariati per il momento. Questa decisione, resa nota oggi, segna un cambiamento significativo nella strategia di prezzo dell'azienda, che finora aveva mantenuto una certa stabilità nonostante le pressioni inflazionistiche e l'aumento dei costi dei componenti. L'incremento interessa la gamma completa di MacBook Air, MacBook Pro, iPad Air e iPad Pro, con rincari che variano da 100 a 200 dollari a seconda del modello.
L'aumento dei prezzi coinvolge anche il canale ricondizionato
Oltre ai prodotti nuovi, Apple ha aggiornato i prezzi anche nel suo store online di prodotti rigenerati certificati. I rincari medi si attestano tra i 160 e i 180 dollari, rendendo meno accessibili anche le versioni ricondizionate. Ad esempio, un MacBook Air M3 ricondizionato passa da 849 a 999 dollari, mentre un iPad Pro M5 da 749 a 899 dollari. Questo trend potrebbe spingere molti consumatori a cercare alternative nel mercato dell'usato o presso rivenditori terzi. Come riportato da analisti, la causa principale è la carenza di chip di memoria e l'aumento dei costi di produzione, temi già affrontati in passato da IBM con i suoi nuovi chip sub-1 nanometro.
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iPhone escluso dal rincaro per ora
Nonostante le voci di un possibile aumento anche per gli iPhone, Apple ha deciso di non toccare i prezzi della sua linea di smartphone. L'iPhone 18 Pro, presentato lo scorso autunno, mantiene i prezzi a partire da 999 dollari, mentre l'iPhone SE 5 resta a 429 dollari. Questa scelta potrebbe essere strategica: Apple protegge il suo prodotto più venduto in un momento di incertezza economica, mentre sui Mac e iPad l'azienda sconta un calo delle vendite e margini più stretti. Tuttavia, come sottolinea un report, il costo dei componenti non è l'unico fattore; anche le politiche commerciali e le fluttuazioni valutarie giocano un ruolo.
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Implicazioni per il mercato dell'usato e del ricondizionato
Con l'aumento dei prezzi dei prodotti rigenerati, il mercato dell'usato potrebbe diventare più appetibile. Piattaforme come Swappa e Back Market vedranno probabilmente un incremento della domanda. Secondo gli esperti, il prezzo medio di un MacBook Pro usato di due anni fa potrebbe salire del 15-20%. Questa dinamica ricorda quanto accaduto nel settore automobilistico con le auto usate durante la pandemia. Inoltre, la decisione di Apple potrebbe influenzare le scelte dei consumatori, spingendoli verso modelli più datati o verso altre piattaforme. Come già osservato in precedenza, le fluttuazioni del mercato tech hanno ripercussioni a catena su tutta la filiera.
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Confronto con i concorrenti e prospettive future
Mentre Apple aumenta i prezzi, aziende come Dell e Lenovo mantengono prezzi stabili sui loro laptop Windows. Google, con i suoi Chromebook, ha anzi ridotto i costi di alcuni modelli. Tuttavia, Apple punta sulla fedeltà del suo ecosistema. La domanda è: quanto durerà questa strategia? Secondo analisti di settore, se la carenza di memory chip continuerà, il rincaro potrebbe estendersi anche agli iPhone entro la fine dell'anno. Per ora, però, i possessori di iPhone possono tirare un sospiro di sollievo. In questo contesto, è interessante notare come Apple stia gestendo la sua catena di fornitura in modo diverso rispetto ai concorrenti, dimostrando una flessibilità che le ha permesso di evitare aumenti sui dispositivi più popolari.
Fonte: https://techcrunch.com/2026/06/25/apple-raises-mac-and-ipad-prices-spares-iphone-for-now