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Apple rafforza le regole dell'App Store su deepfake intimi e app con funzioni nascoste

Apple aggiorna le App Review Guidelines contro immagini intime non consensuali e app che cambiano dopo l'approvazione. Cosa cambia per chi sviluppa app.

Ing. Calogero Bono 5 min di lettura Read in English
Apple rafforza le regole dell'App Store su deepfake intimi e app con funzioni nascoste

Il 16 ottobre 2026 Apple ha pubblicato un aggiornamento delle App Review Guidelines, le regole che ogni app deve rispettare per entrare nell'App Store. Le novità riguardano le immagini intime non consensuali, anche generate con l'IA, e le app che dopo l'approvazione cambiano funzioni. A inizio novembre un'inchiesta di Wired ha mostrato perché il tema è concreto, con oltre 400 app e domini collegati a una rete di deepfake abusivi. Per chi sviluppa app, le regole sono ora più severe.

Qualche termine, prima di entrare nei fatti. Nudification o nudify indica le app che creano immagini sessualmente esplicite di persone reali senza il loro consenso. Deepfake è un contenuto generato con l'IA che inserisce il volto di qualcuno in scene mai avvenute. Bait-and-switch è la tattica di mostrare ad Apple un'app innocua e attivare funzioni dannose dopo l'approvazione. App Review è il controllo che Apple fa su ogni app prima della pubblicazione. CSAM sta per materiale di abuso sessuale su minori.

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Cosa cambia nelle App Review Guidelines?

Secondo la comunicazione ufficiale di Apple, i cambiamenti toccano tre punti. Il primo è la regola 1.2 sulla moderazione dei contenuti, che ora cita esplicitamente le immagini intime non consensuali, comprese quelle generate con strumenti di IA. Le app devono prevenirle e rimuoverle in modo proattivo.

Chi non adotta tutele adeguate, o non rimedia dopo una segnalazione, rischia di violare il Developer Code of Conduct e di essere rimosso dallo store.

Che cosa dice la nuova regola 2.5.19?

La regola 2.5.19 chiarisce un divieto già esistente. Un'app non può presentare una cosa durante la revisione e cambiare dopo l'approvazione, per esempio aggiungendo funzioni che non erano nella versione inviata ad Apple.

Le conseguenze sono la rimozione dell'app e l'esclusione dall'Apple Developer Program. Non è solo l'app a saltare, ma l'account di chi la pubblica.

Per chi ha già pubblicato su più store, può essere utile ripassare come funziona l'approvazione su Google Play, dove i controlli seguono logiche diverse.

Cosa prevede la Sezione 5 sugli abusi sui minori?

La Sezione 5 vieta da sempre le app che facilitano il traffico di esseri umani o lo sfruttamento dei minori, compreso il materiale di abuso sessuale su minori. Apple ha aggiornato il testo per precisare che queste app saranno rimosse dall'App Store e bloccate anche dalla distribuzione alternativa.

È un passaggio rilevante, perché estende il divieto oltre lo store ufficiale. Apple dichiara inoltre che l'anno scorso ha impedito a oltre 150mila app con problemi di sicurezza di raggiungere gli utenti e ha chiuso oltre 193mila account sviluppatore per frodi e abusi.

Che cosa ha scoperto l'inchiesta di Wired?

L'inchiesta di Wired, ripresa da 9to5Mac, ha trovato una rete di oltre 400 domini e app. Si presentano come servizi quotidiani, per esempio un'app che veste di abiti umani le foto degli animali domestici, come Viefur.

Un controllo sul server decide se mostrare il contenuto innocuo o un'interfaccia web che genera deepfake sessuali espliciti. Un possibile innesco è scaricare l'app dopo aver cliccato un annuncio su Meta. I ricercatori citati da Wired parlano di un'operazione organizzata e commerciale. Apple ha rimosso 19 app dopo la segnalazione.

Il portavoce Adam Dema ha spiegato che le app rispettavano le regole alla revisione e che gli sviluppatori hanno poi cambiato il sito da cui l'app prende i contenuti.

Limiti da conoscere

Restano diversi punti non verificati. Wired attribuisce la rete a sviluppatori cinesi e a un'entità di Hong Kong, ma i contatti non hanno risposto. Non è chiaro se le nuove regole avrebbero fermato queste app, che secondo Apple erano conformi in revisione. Non c'è un elenco pubblico dei criteri che attivano la parte nascosta. Google non ha risposto a Wired, e i dati sull'efficacia dei controlli sono dichiarati dalle aziende.

Cosa cambia per chi lavora con il digitale

Se sviluppi app che mostrano contenuti caricati dagli utenti o generati con l'IA, devi avere filtri, segnalazione e blocco degli account, e ora anche una strategia contro le immagini intime non consensuali. Se la tua app carica contenuti da un sito o da un server, documenta con attenzione cosa può mostrare. Una modifica dopo l'approvazione che cambia lo scopo dell'app può costare l'account. Per aziende che commissionano un'app conviene chiarire nel contratto chi risponde dei contenuti. Un buon punto di partenza è lo sviluppo di app iOS e Android con regole chiare fin dal progetto.

Il nostro parere

Le regole sono giuste, ma il caso Wired mostra il loro limite. Una revisione fotografa l'app in un momento preciso, mentre il contenuto può arrivare dopo da un server. Apple scarica la responsabilità sugli sviluppatori e sulle piattaforme pubblicitarie, e in parte è vero. Resta però il fatto che app attive per circa un anno sono passate da più store. Servono controlli continui dopo la pubblicazione, non solo prima. Vedremo se la regola 2.5.19 sarà applicata con questa durezza anche a chi ha un account storico.

Domande frequenti

Quando ha pubblicato Apple le nuove regole?

Il 16 ottobre 2026. L'aggiornamento riguarda la regola 1.2, la 2.5.19 e la Sezione 5 delle App Review Guidelines.

Le immagini generate con l'IA sono coperte?

Sì. La regola 1.2 cita esplicitamente le immagini intime non consensuali generate con strumenti di IA, che le app devono prevenire e rimuovere.

Che cosa rischia chi cambia l'app dopo l'approvazione?

Rischia la rimozione dell'app e l'esclusione dall'Apple Developer Program. Vale per funzioni aggiunte che non erano nella versione inviata alla revisione.

Quante app ha rimosso Apple dopo l'inchiesta di Wired?

Diciannove, tra cui l'app Viefur, dopo che Wired ha condiviso i domini collegati. Wired parla però di una rete di oltre 400 app e domini.

Anche Google è coinvolta?

Sì. Secondo le fonti le stesse app erano su Google Play, dove Google ne aveva rimosse la maggior parte prima di essere contattata da Wired.

Cosa guardare nei prossimi mesi sulle app con funzioni nascoste

Il banco di prova sarà l'applicazione delle regole, non il testo. Conviene osservare come si muovono Apple, Google e Meta.

  • Controlla se Apple pubblica nuovi dati su rimozioni e account chiusi per bait-and-switch.
  • Verifica se Google Play aggiorna le proprie policy in modo analogo, anche per il mercato europeo.
  • Rileggi le linee guida a ogni nuova versione dell'app e annota ogni funzione che può cambiare lato server.

Fonti

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