Bending Spoons, la società milanese che acquisisce e rinnova marchi tecnologici obsoleti, ha fatto il suo debutto in Borsa con un'impennata del 40% rispetto al prezzo di IPO. Le azioni hanno chiuso a 40,50 dollari mercoledì, ben sopra i 29 dollari dell'offerta iniziale. La capitalizzazione di mercato ha raggiunto 25,7 miliardi di dollari, più del doppio dell'ultima valutazione privata di 11 miliardi. L'IPO ha raccolto 1,68 miliardi di dollari, segnando un voto di fiducia da parte degli investitori nonostante il recente calo dei titoli SaaS.
Una strategia di acquisizione e rilancio aggressiva
A differenza di molte aziende tecnologiche che puntano sull'innovazione interna, Bending Spoons si concentra sull'acquisto di marchi affermati ma in declino come AOL, Eventbrite, Evernote, Meetup e Vimeo. Il metodo prevede tagli ai costi, nuove funzionalità e aumenti di prezzo per riportare questi prodotti alla redditività. A differenza del private equity, la società non ha intenzione di rivendere queste proprietà. Questa filosofia ha attirato l'attenzione in un momento in cui l'AI generativa minaccia i modelli di business tradizionali del software. Come approfondito nell'articolo su NLP con BERT e GPT su Hugging Face, l'automazione sta ridefinendo il panorama, e Bending Spoons dimostra che esiste ancora spazio per aziende che sanno valorizzare il software maturo.
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Risultati finanziari in forte miglioramento
I dati depositati presso la SEC mostrano un netto cambio di rotta. Nel primo trimestre di quest'anno, Bending Spoons ha registrato ricavi per 601 milioni di dollari e un utile netto di 27,4 milioni, rispetto a una perdita di 112 milioni su 259 milioni di ricavi nello stesso periodo dell'anno precedente. La maggior parte delle entrate proviene da abbonamenti, che hanno rappresentato l'84% del business. L'azienda, il cui nome deriva dal film "Matrix", ha dimostrato di saper creare valore anche in un contesto di mercato difficile. Per ulteriori dettagli, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata.
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Il sostegno degli investitori e il futuro della strategia "venture zombie"
Tra i maggiori azionisti esterni prima dell'IPO figuravano Baillie Gifford, Renaissance Partners, Cox Enterprises, Durable Capital Partners, Fidelity e T. Rowe Price. I cinque co-fondatori Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber hanno beneficiato dell'aumento di valore. Bending Spoons non è l'unica a seguire questa via: società come Constellation Software, Curious, Tiny, saas.group, Arising Ventures e Calm Capital adottano modelli simili. La capacità di Bending Spoons di trasformare aziende stagnanti in motori di profitto potrebbe ridefinire le strategie di investimento nel settore software.
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Fonte: https://techcrunch.com/2026/07/01/bending-spoons-defies-saas-slump-surges-40-on-first-day-of-trading