Jean-Baptiste Kempf, il genio francese dell'open source che ha regalato al mondo VLC Media Player con oltre 6 miliardi di download, ha un nuovo progetto. Convinto che tra pochi anni centinaia di milioni di robot e droni popoleranno le nostre strade, Kempf ha fondato Kyber, una startup parigina che punta a diventare l'infrastruttura di controllo remoto per dispositivi fisici. L'idea è semplice ma ambiziosa: fornire un SDK che sincronizzi video, audio, dati dei sensori e comandi con una latenza minima, consentendo a un operatore di controllare un robot a migliaia di chilometri di distanza come se fosse lì.
Kyber ha raccolto 5 milioni di dollari in un round guidato da Lightspeed, il venture capitalist che ha scommesso anche su Anthropic e Mistral AI. Lightspeed ha definito il progetto "un tassello fondamentale per l'AI fisica", sottolineando che "l'intelligenza artificiale fisica vale quanto i sistemi sottostanti che la fanno funzionare". E Kempf ci crede: "Se controlli oggetti nel mondo reale, ogni millisecondo conta". Il nome Kyber è un omaggio ai cristalli delle spade laser di Star Wars: un riferimento alla velocità della luce, ma anche alla reattività necessaria in applicazioni come la guida remota o la chirurgia robotica.
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La tecnologia di Kyber affonda le radici nello streaming video, lo stesso campo in cui Kempf ha eccelso con VLC. Ma qui la sfida è molto più complessa: ottimizzare la trasmissione di comandi e sensori su scala industriale, gestendo flotte che potrebbero contare migliaia o milioni di dispositivi. "Le flotte più grandi oggi hanno 2.000 o 3.000 veicoli", spiega Kempf. "Immagina di doverne gestire milioni: le soluzioni attuali non bastano".
Un'infrastruttura Open Source per il Controllo Remoto
Kyber è open source nella sua versione base, mentre l'azienda vende una versione enterprise a clienti nei settori difesa, telecomunicazioni, robotica e AI. Il team di 25 persone è sparso tra Parigi, San Francisco e Singapore, e una parte significativa è composta da ingegneri di dispiegamento (FDE) che aiutano i clienti a integrare la piattaforma. Kempf lo paragona a ciò che fa Palantir: non solo software, ma anche consulenza su misura.
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Tra i settori target, Kempf punta su robotica, droni di ogni tipo e accesso remoto IT, quest'ultimo già molto richiesto. Kyber ambisce a diventare un'alternativa a Citrix per il controllo remoto di computer e server, ma la vera rivoluzione è nel mondo fisico. "Le aziende che hanno provato a risolvere questo problema hanno speso anni e decine di milioni per soluzioni personalizzate che non condivideranno mai. Noi stiamo costruendo la versione che tutti gli altri possono usare", si legge nella pagina delle carriere.
Kempf sottolinea l'importanza dell'osservabilità: "Quando gli agenti AI gestiranno intere flotte, dovremo essere certi che ogni dispositivo funzioni correttamente". La scalabilità è la chiave: da una manciata di droni a milioni di robot, Kyber vuole essere l'infrastruttura che collega il mondo digitale a quello fisico in tempo reale. Per chiunque abbia usato VLC, il salto dai video ai robot non è poi così sorprendente: Kempf ha sempre risolto problemi di latenza e interoperabilità. Ora lo fa su scala molto più ampia.
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Per approfondire il contesto dell'open source e la figura di Kempf, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata. Inoltre, per restare aggiornati sulle innovazioni nel settore della robotica e del controllo remoto, vale la pena leggere il nostro articolo su Akai MPC One G2, un esempio di hardware che integra controllo digitale e fisico. Anche la guida al No-Code e Low-Code nel 2026 mostra come le piattaforme stiano democratizzando tecnologie complesse, un parallelo con l'approccio open source di Kyber.