Il Dialog Club, la rete privata fondata da Peter Thiel e dal data broker Auren Hoffman, è finita sotto i riflettori dopo una fuga di documenti interni che svelano il suo sistema di classificazione dei membri. Secondo i file ottenuti da WIRED, il club assegna a ciascun partecipante un voto da A a C, basato su ricchezza, notorietà e valore percepito, influenzando accesso, posizionamento e persino il costo degli eventi. Il sistema, gestito con l'ausilio di un algoritmo AI, è stato progettato per ottimizzare le esperienze di networking, ma ha sollevato interrogativi su privacy e discriminazione.
I dossier riguardano quasi 200 persone in lista per il ritiro annuale estivo, con dati personali come indirizzi di casa, numeri di telefono, email, date di nascita, foto, contatti di emergenza, allergie alimentari e inclinazioni politiche. La maggior parte riceve un voto B, mentre solo uno su sette ottiene la C, riservata ai più influenti. Attori come Josh Brolin sono valutati per la loro fama globale, mentre economisti come Tyler Cowen sono inizialmente penalizzati dall'algoritmo, poi corretti manualmente.
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Il club conta oltre 1.000 membri paganti e organizza retreat off-the-record con discussioni su AI, geopolitica e guerra moderna. Il sistema di grading determina non solo il prezzo d'ingresso (fino a decine di migliaia di dollari), ma anche la possibilità di essere disinvitati se il valore aggiunto scende. Un meccanismo di matchmaking interno abbina i partecipanti per networking o appuntamenti, con una lista di coppie vietate per evitare conflitti.
La fuga di notizie arriva in un momento di crescente attenzione verso le élite tecnologiche. Eventi come la rivolta di Meta e le rivelazioni su Thiel mostrano un panorama complesso per l'Europa e le PMI, come analizzato nel nostro articolo correlato. Inoltre, le implicazioni per la privacy richiamano l'attenzione su come i dati vengano utilizzati da organizzazioni private.
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Dialog si dichiara apartitico, ma i dati mostrano una sovrarappresentazione di membri di destra tra i voti più alti. La trasparenza è minima: il club non ha divulgato i criteri di grading, suscitando critiche da parte di esperti di etica. Mentre la tecnologia avanza, casi come questo sollevano domande fondamentali su chi controlla le informazioni e come vengono classificate le persone.
Per approfondire, si legga anche la guida sul no-code e low-code per le PMI, che offre spunti su come le piccole imprese possano competere in un ecosistema dominato da giganti tecnologici.
Fonte: https://www.wired.com/story/how-peter-thiels-private-dialog-club-secretly-ranks-its-members