Il Venezuela è stato colpito da due violenti terremoti avvenuti a pochi secondi di distanza nella serata di mercoledì, causando una devastazione senza precedenti. Le scosse, con epicentro nei pressi della città nord-occidentale di Yumare, sono state avvertite fino alla capitale Caracas, seminando panico e distruzione. Il presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre il bilancio provvisorio parla di 164 vittime accertate e oltre 971 feriti. Ma le autorità temono che il numero possa crescere drammaticamente: secondo il modello dell'USGS, il bilancio finale potrebbe superare le 10.000 vittime, con oltre 10.000 persone segnalate come disperse.
164 vittime accertate e oltre 971 feriti: il bilancio provvisorio aggiornato
Nel suo discorso alla nazione, Rodríguez ha fornito i primi dati ufficiali: 164 morti confermati e 971 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Il sisma più forte, di magnitudo 7.5, è stato il più potente registrato nel paese dal 1900. Le scosse hanno provocato il crollo di numerosi edifici, intrappolando molte persone sotto le macerie. I soccorritori lavorano senza sosta per estrarre i sopravvissuti, ma le operazioni sono ostacolate dai danni alle infrastrutture e dalle repliche che continuano a scuotere la regione. L'aeroporto internazionale di Maiquetía, il più grande del paese, è stato chiuso a causa dei gravi danni strutturali, complicando l'arrivo di aiuti internazionali.
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Il terremoto più forte dal 1900: l'allarme dell'USGS e il rischio di una catastrofe umanitaria
L'United States Geological Survey ha lanciato un allarme preoccupante: basandosi su modelli sismici e precedenti eventi simili, la stima finale delle vittime potrebbe superare le 10.000 unità. Il sisma di magnitudo 7.5 è stato il più potente a colpire il Venezuela in oltre 125 anni, superando anche il terremoto del 1900. Le scosse hanno innescato frane e danni diffusi in tutto il nord del paese. La comunità scientifica internazionale segue con apprensione l'evoluzione della situazione, mentre le scosse di assestamento continuano a mettere a rischio la popolazione. Il governo ad interim ha lanciato un appello a tutti i medici, infermieri e operatori sanitari affinché si rechino immediatamente nei luoghi di lavoro per assistere i feriti.
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La reazione del governo ad interim: evacuazioni e appello alla calma
Delcy Rodríguez, assunta la guida del paese dopo la cattura del presidente autoritario Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio, ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni delle autorità. In televisione ha dichiarato: 'Il primo messaggio per il nostro popolo è di rimanere uniti per salvare vite'. Ha chiesto a tutti i cittadini con abitazioni danneggiate di evacuare immediatamente le proprie case, poiché molti edifici sono crollati durante e dopo le scosse. Migliaia di venezuelani hanno trascorso la notte all'aperto, terrorizzati all'idea di nuove scosse. Il governo ha allestito centri di accoglienza temporanei nelle zone meno colpite, ma la situazione rimane critica.
L'aiuto degli Stati Uniti: Trump promette soccorsi immediati
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato giovedì mattina che gli Stati Uniti invieranno immediatamente squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria al Venezuela. Il presidente Donald Trump, in un post su Truth Social, ha promesso il pieno sostegno americano: 'Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici'. Questo intervento segna un rafforzamento dei legami tra i due paesi dopo la caduta del regime di Maduro. Gli Stati Uniti hanno già collaborato con il Venezuela in passato per progetti scientifici, come la creazione di una biobanca per il DNA delle specie a rischio, un esempio di cooperazione che ora si estende all'emergenza umanitaria. Nel frattempo, la comunità internazionale si mobilita per fornire aiuti, mentre il Venezuela affronta una delle più gravi catastrofi naturali della sua storia recente.
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