Le telecamere Flock Safety, note come lettori automatici di targhe (ALPR), stanno proliferando rapidamente negli Stati Uniti, alimentando un acceso dibattito su privacy e sorveglianza di massa. Grazie all'intelligenza artificiale, questi dispositivi non si limitano a registrare i veicoli, ma tracciano persone, oggetti e comportamenti, creando una rete di controllo capillare. Le critiche dei cittadini e delle associazioni per i diritti civili si intensificano, mentre emergono nuovi casi di abuso da parte delle forze dell'ordine.
Una rete di sorveglianza che va oltre le targhe
Sebbene il nome suggerisca una funzionalità circoscritta, le telecamere Flock sono molto di più: possono cercare veicoli per caratteristiche come colore, adesivi o danni, e grazie all'AI tracciano anche individui a piedi. Con oltre 100.000 dispositivi installati, la maggior parte di Flock, la sorveglianza è diventata pervasiva. Come ha dichiarato un attivista, "non puoi respirare senza che lo sappiano". Le telecamere fungono da veri computer, eseguono una versione modificata di Android e inviano i filmati a un database centralizzato, accessibile tramite ricerca in linguaggio naturale.
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Buchi di sicurezza e abusi documentati
La sicurezza di Flock è stata ripetutamente messa in discussione. Il musicista e ricercatore Benn Jordan ha scoperto vulnerabilità critiche: telecamere esposte su Internet senza password, porte USB accessibili e possibilità di ottenere accesso root con strumenti base. Flock ha risposto attaccando i ricercatori, definendoli "gruppi attivisti che vogliono defundare la polizia". Nel frattempo, decine di agenti hanno usato il sistema per stalkare ex partner o molestare donne, come riportato da 404 Media. Solo 15 casi sono stati ufficialmente riconosciuti, ma la portata reale potrebbe essere ben più ampia.
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Connessioni con l'immigrazione e il controllo federale
Sebbene Flock non abbia contratti diretti con le agenzie federali, l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) può accedere ai dati tramite accordi con la polizia locale. A Denver, l'ACLU del Colorado ha registrato oltre 1.400 ricerche per conto dell'ICE. Questo solleva preoccupazioni simili a quelle già emerse per altre tecnologie AI, come nel caso delle restrizioni di OpenAI in Europa, dove l'accesso ai modelli AI viene limitato, creando dipendenze. Anche il mondo creativo è in allerta: Tim Burton ha attaccato l'IA che clona il suo stile, paragonandola a un furto d'anima.
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La difficoltà di rimuovere le telecamere una volta installate
Una volta che Flock mette radici in una città, sradicarle è quasi impossibile. A Denver, il contratto è stato rinnovato nonostante il voto contrario unanime del consiglio comunale. I cittadini si sentono spiati in ogni momento, e i casi di falsi positivi sono frequenti: persone innocenti vengono accusate di furti sulla base di immagini ambigue. Flock sostiene che le sue telecamere aiutano a risolvere crimini, ma il costo in termini di privacy è sempre più considerato inaccettabile. Per approfondire, si può consultare il rapporto dell'ACLU sulla sorveglianza di massa.
Fonte: https://www.engadget.com/2203000/flock-cameras-recording-license-plate