La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha respinto in via definitiva il ricorso di Google contro la sanzione record da 4,1 miliardi di euro inflitta nel 2018 per abuso di posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi mobili. Con questa decisione si chiude un decennio di battaglie legali, ma per il colosso di Mountain View si aprono nuovi fronti normativi.
La Corte conferma la penalità per le condizioni imposte ai produttori
Nella sentenza pubblicata oggi dai giudici di Lussemburgo, l'istanza ha stabilito che il Tribunale aveva correttamente valutato gli effetti anticoncorrenziali degli accordi di preinstallazione imposti da Google. La Commissione Europea aveva contestato a Google di aver obbligato i produttori di dispositivi Android a installare Chrome, la ricerca Google e altre app come servizi predefiniti, bloccando di fatto l'accesso ai concorrenti in un mercato dove Google deteneva oltre l'80% delle quote. La multa, inizialmente di 4,34 miliardi poi ridotta a 4,13 miliardi, è stata calcolata sui ricavi pubblicitari della ricerca su Android nello Spazio Economico Europeo.
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Le motivazioni della sentenza e il rigetto dell'appello
La Corte ha dichiarato che il Tribunale non ha commesso errori di diritto nel valutare l'illegalità degli accordi Android e ha ritenuto congrua l'entità della sanzione. Già un anno fa l'avvocato generale aveva raccomandato il rigetto del ricorso, rendendo prevedibile l'esito. Google aveva già perso un altro appello nel 2024 per una multa da 2,4 miliardi nel caso del comparatore di prezzi per lo shopping. L'azienda, intanto, affronta nuove indagini in base al Digital Markets Act, accusata di favorire i propri servizi e di limitare le alternative di pagamento nel Play Store. La Commissione sta inoltre verificando se Google penalizzi ingiustamente i risultati delle notizie.
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Implicazioni per il futuro regolatorio nell'Unione Europea
Questa sentenza rappresenta un precedente importante per l'applicazione delle norme antitrust nel settore tecnologico. Google dovrà conformarsi alle decisioni della Corte e potrebbe dover modificare ulteriormente le proprie pratiche commerciali. Nonostante la sconfitta, la società ha dichiarato di aver già apportato modifiche sostanziali al modello di licenza di Android dal 2018. Tuttavia, le autorità europee continuano a monitorare il gigante di Internet: proprio nei mesi scorsi è emerso che Google ha incrementato le proprie emissioni di CO2 a causa dell'intelligenza artificiale, un altro fronte di critica. Parallelamente, iniziative come quella di Cloudflare che impone alle AI di pagare gli editori mostrano un contesto normativo in evoluzione per l'intero ecosistema digitale.
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Per approfondire il quadro giuridico, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata al caso antitrust Google Android.
Fonte: https://www.engadget.com/2206550/google-loses-final-appeal-over-eu-antitrust-fine