Google ha annunciato il 4 marzo 2026 un nuovo modello di commissioni per Google Play e un programma chiamato Registered App Stores. Il programma semplifica l'installazione di store alternativi su Android. Secondo le fonti, dal 1 dicembre 2026 gli store approvati potranno installare app con un solo tocco in molti paesi, Italia inclusa. Conta per chi pubblica app, perché cambiano i costi e i canali di distribuzione.
Qualche termine, prima di entrare nei fatti. Il sideloading è l'installazione di app fuori dallo store ufficiale, con vari passaggi di conferma. Il billing è il sistema che gestisce i pagamenti dentro l'app. Il service fee è la commissione che lo store trattiene sulle transazioni. L'EEA è lo Spazio economico europeo. Una QPR è un aggiornamento trimestrale della piattaforma Android.
Quali sono le nuove commissioni di Google Play?
Secondo l'annuncio ufficiale di Google, la commissione per il sistema di pagamento viene separata da quella di servizio. Chi usa il billing di Google Play paga una tariffa specifica per mercato. Nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito e negli Stati Uniti sarà il 5%.
Google dichiara inoltre che gli sviluppatori potranno usare un proprio sistema di pagamento accanto a quello di Google Play, oppure indirizzare gli utenti al proprio sito per gli acquisti.
Le percentuali dichiarate
- Acquisti in-app su nuove installazioni, cioè prime installazioni dopo il lancio in una regione, commissione di servizio al 20%.
- Sviluppatori aderenti ai programmi Apps Experience e Google Play Games Level Up, 20% sulle installazioni esistenti e 15% sulle nuove.
- Abbonamenti ricorrenti, commissione di servizio al 10%.
Google afferma che le sue commissioni sono già le più basse tra i grandi store. È una valutazione dell'azienda, non un dato verificato da terzi. Se vuoi ripassare le basi dello store, abbiamo spiegato come funziona Google Play e come si approva un'app.
Che cosa sono i Registered App Stores?
È un programma opzionale. Gli store che rispettano certi requisiti di qualità e sicurezza si registrano presso Google, e chi li scarica con sideloading trova un'installazione più semplice. Chi non partecipa non cambia nulla, come conferma anche The Hacker News.
Oggi, spiega la testata, l'utente deve abilitare lo store e poi confermare ogni installazione e ogni aggiornamento. Con il programma, dal 1 dicembre, lo store approvato ottiene il permesso in automatico e gli aggiornamenti girano in background, secondo le impostazioni di aggiornamento dell'utente.
Secondo Punto Informatico, il programma nasce dopo la sconfitta in tribunale di Google contro Epic Games. Google scrive di avere risolto le dispute con Epic in tutto il mondo.
Quali requisiti devono rispettare gli store?
Gli store devono superare controlli di identità e inviare a Google l'intero catalogo, con ogni nuova app e ogni aggiornamento, per la scansione antimalware continua. Devono essere registrati come organizzazione e mantenere verificata l'identità dello sviluppatore. Devono impedire malware nel catalogo e correggere le falle gravi.
Non possono bloccare altri store né nascondere le notifiche di sicurezza di Android. Devono pagare 10.000 dollari l'anno, prima che Google avvii la revisione.
- Ogni store resta responsabile del proprio catalogo e Google non modera i contenuti.
- Se oltre l'1% dei tentativi di installazione o oltre il 2% delle app risulta potenzialmente dannoso in 30 giorni, Google applica costi aggiuntivi.
- Gli installer devono avere il consenso esplicito dell'utente e non possono installare in silenzio.
Quando arriva tutto questo?
Per le commissioni, Google indica una scaletta. Entro il 30 giugno nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Entro il 30 settembre in Australia, entro il 31 dicembre in Corea e Giappone, entro il 30 settembre 2027 nel resto del mondo.
Per i Registered App Stores, le funzioni partono dal 1 dicembre 2026 solo su Android 17 QPR2 o successivo e nei paesi supportati, che non includono gli Stati Uniti. Negli Usa vale un programma diverso per distribuire store di terze parti tramite Google Play, attivo dal 22 luglio. La disponibilità segue il paese di residenza dell'utente, e brevi viaggi non disattivano le funzioni.
Limiti da conoscere
Le fonti non chiariscono come vengano scansionate le app, quanto tempo richieda il controllo dei nuovi caricamenti né quali risultati producano i controlli. Le pagine del programma non dicono se il blocco per gli amministratori IT valga anche per uno store già installato.
Android 17 QPR2 è ancora in beta nell'ultima versione, uscita il 16 ottobre, e non c'è una data per quella finale. Google ha anche detto che darà altri dettagli sulle commissioni nei prossimi mesi. Le date possono quindi cambiare.
Cosa cambia per chi lavora con il digitale
Se hai un'app con acquisti in-app o abbonamenti, rifai i conti sui margini per mercato. Il conto è nostro, ma con billing di Google e service fee la somma delle due voci va confrontata con un sistema di pagamento proprio. Con il 5% di billing e il 20% di service fee, ad esempio, si arriva al 25% su una nuova installazione, senza programmi aggiuntivi.
Se sviluppi con tecnologie multipiattaforma, come spieghiamo nella guida a Flutter, il codice resta uguale. Cambia la strategia di distribuzione, dove ora Google Play non è l'unico canale comodo. Se pensi a un'app per la tua attività, parti dal nostro sviluppo di app iOS e Android per valutare i canali.
Per chi gestisce dispositivi aziendali, gli amministratori IT possono bloccare gli store registrati sui dispositivi gestiti.
Il nostro parere
La mossa è una concessione fatta sotto pressione legale, e va letta così. Le commissioni scendono, ma la struttura resta complessa. Tra billing separato, percentuali diverse per installazioni nuove ed esistenti e programmi con benchmark di qualità, un piccolo sviluppatore fatica a capire quanto pagherà davvero.
Sui Registered App Stores il compromesso è interessante. L'utente guadagna semplicità, ma i 10.000 dollari annui e l'invio dell'intero catalogo a Google tengono il controllo vicino alla casa madre. Gli store piccoli potrebbero restare fuori. Va anche ricordato che, secondo Punto Informatico, entro il 2027 il sideloading permetterà solo app di sviluppatori verificati. Il quadro è più aperto di prima, non davvero libero.
Domande frequenti
I Registered App Stores arrivano in Italia?
Sì, secondo Punto Informatico. Saranno disponibili dal 1 dicembre 2026 in molti paesi, Italia inclusa, ma solo su Android 17 QPR2 o successivo.
Gli store alternativi sono obbligati a registrarsi?
No. Il programma è opzionale. Gli store che non partecipano mantengono la stessa esperienza di qualsiasi altra app installata con sideloading.
Quanto costa registrare uno store?
Costa 10.000 dollari l'anno, da pagare prima che Google avvii la revisione. Google può chiedere costi aggiuntivi se supera certe soglie di app potenzialmente dannose.
Le nuove commissioni valgono subito?
No. Google prevede un lancio scaglionato. Per Spazio economico europeo, Regno Unito e Stati Uniti entro il 30 giugno, per il resto del mondo entro il 30 settembre 2027.
Un'installazione con un tocco può essere silenziosa?
No. Lo store deve ottenere il consenso esplicito dell'utente per ogni installazione. Le installazioni in background devono mostrare una notifica visibile.
Cosa guardare da qui a fine anno
Tieni d'occhio il rilascio finale di Android 17 QPR2 e i primi store approvati. Servirà anche la pubblicazione dei dettagli sul billing. Se vuoi organizzare il lavoro, tre consigli pratici.
- Simula i costi della tua app con le nuove percentuali, separando billing e service fee, per mercato.
- Valuta se un pagamento sul tuo sito, magari legato a un gestionale in cloud come Zenith, abbia senso per i tuoi abbonamenti.
- Controlla la verifica dello sviluppatore, perché Google prevede di estendere i controlli a livello mondiale nel 2027.




