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Il Parlamento Europeo approva il Chat Control nonostante il voto contrario della maggioranza
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Il Parlamento Europeo approva il Chat Control nonostante il voto contrario della maggioranza

[2026-07-09] Author: Ing. Pietro Maiorana
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Il Parlamento Europeo ha ripristinato il diritto delle grandi aziende tecnologiche di scansionare i messaggi privati dei cittadini per individuare materiale pedopornografico, nonostante la maggioranza dei deputati abbia votato contro. Il provvedimento, noto come 'Chat Control' dai critici, è passato grazie a un escamotage procedurale che ha richiesto una maggioranza assoluta di 361 voti contrari per bloccarlo, soglia non raggiunta per 47 voti.

Il voto di maggioranza non basta: il trucco procedurale che ha fatto passare il Chat Control

La procedura d'urgenza, invocata dal Partito Popolare Europeo (PPE) dopo il fallimento dei negoziati a marzo, ha saltato i dibattiti preliminari in commissione, dove solitamente vengono introdotti emendamenti. Con 314 voti favorevoli e 183 contrari, la norma è passata: ma il dato chiave è che 361 voti contrari avrebbero potuto fermarla. La maggioranza dei presenti ha espresso parere sfavorevole, ma non sufficiente a bloccare il provvedimento. Il PPE, che guida il gruppo più numeroso, ha spinto per ripristinare la base legale per la scansione volontaria dei messaggi, scaduta ad aprile, sostenendo che ha permesso di salvare bambini vittime di abusi.

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Cosa cambia per Meta, Google e Microsoft: la scansione dei messaggi privati

La decisione consente a società come Meta, Google e Microsoft di analizzare testi, email e messaggi sui social media per individuare contenuti illegali, fino al 2028 o fino all'approvazione di una legge permanente. Sono esentate le chat crittografate end-to-end, come quelle di WhatsApp e Signal. Come ha dichiarato Simeon de Brouwer, consulente politico di European Digital Rights, 'le aziende private potrebbero negare il diritto a conversazioni digitali confidenziali, leggendo ogni messaggio, email o foto condivisa'. Il provvedimento è temporaneo, ma i critici temono che diventi strutturale. Una recente falla di configurazione di Nextcloud ha già mostrato come i dati personali possano finire online, sollevando ulteriori dubbi sulla sicurezza delle comunicazioni digitali.

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Le reazioni dei difensori della privacy: 'Una farsa che danneggia la democrazia'

L'attivista per i diritti civili ed ex eurodeputato Patrick Breyer ha definito la decisione 'una farsa che danneggia la democrazia'. In un post sul blog, ha aggiunto: 'Cercare di proteggere i bambini con una sorveglianza di massa senza sospetti è come pulire freneticamente il pavimento mentre il rubinetto è ancora aperto. Il controllo indiscriminato delle chat è inaccettabile quanto aprire la posta fisica di tutti'. La votazione ha visto una forte opposizione da parte di altri partiti e organizzazioni come European Digital Rights, che temono un precedente per la sorveglianza di massa. Il caso del Madison Square Garden, che spiava celebrità con un database segreto, dimostra come i dati personali possano essere utilizzati in modo improprio.

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Il futuro della sorveglianza digitale in Europa: verso una legislazione permanente

Ora il provvedimento resterà in vigore fino al 2028, salvo sostituzione con una normativa definitiva, già ribattezzata 'Chat Control' dagli oppositori. La procedura d'urgenza ha scatenato polemiche politiche: il PPE sostiene di non poter andare in pausa estiva senza proteggere i bambini, ma gli attivisti denunciano una grave violazione della privacy. Secondo un articolo di WIRED, la decisione segna un punto di svolta per la sorveglianza digitale in Europa, con implicazioni che vanno oltre la lotta alla pedopornografia. Il dibattito è destinato a proseguire, mentre cittadini e associazioni si preparano a nuove battaglie legali e politiche per difendere la riservatezza delle comunicazioni.

Fonte: https://www.wired.com/story/a-majority-of-european-lawmakers-voted-against-letting-big-tech-read-our-messages-theyre-going-to-anyway

Ing. Pietro Maiorana

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Ing. Pietro Maiorana

Ingegnere informatico e co-fondatore di Meteora Web, CMO dell'agenzia. Esperto di marketing digitale, social media, advertising, copywriting e SEO.
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