Un vasto archivio interno del Madison Square Garden ha rivelato un sistema di sorveglianza capillare che classificava centinaia di celebrità, tra cui fedeli fan dei Knicks, in base a un punteggio di rischio e persino all'orientamento sessuale. I documenti, pubblicati dal gruppo hacker ShinyHunters, mostrano come l'organizzazione di James Dolan abbia tenuto traccia di commenti online, opinioni pubbliche e dettagli personali per assegnare etichette come 'LGBTQIA', 'DO NOT HOST' e livelli di rischio da 'flag' ad 'alto'.
Un database per monitorare i VIP e i loro commenti online
Il database, con oltre 39.500 voci, non si limita a tracciare politici, imprenditori e star dello sport: include anche decine di personaggi dello spettacolo abituali al parterre del palazzetto. Secondo una fonte a conoscenza dei fatti, la sicurezza del Garden effettua periodicamente 'spazzate' sui social media per chiunque richieda biglietti omaggio. Anche una critica lieve, come lamentarsi per l'accesso ai tornelli, può far scattare un allarme. Fat Joe, il rapper che aveva elogiato pubblicamente Dolan, è stato etichettato come 'rischio medio' a causa della sua amicizia con Jadakiss, a sua volta critico verso il proprietario. Pete Rock, storico produttore hip-hop, risulta invece 'DO NOT HOST' per aver promosso un boicottaggio dopo l'espulsione di Charles Oakley.
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Classificazioni per orientamento sessuale e genere
Un aspetto particolarmente controverso è la categorizzazione di 93 voci come 'LGBTQIA'. Artisti come Ricky Martin, Phoebe Bridgers e Emily Green dei Geese sono stati etichettati senza una ragione apparente. Evan Greer, direttore di Fight for the Future, ha sottolineato come il Garden mostri un interesse sproporzionato verso le persone queer e transgender, citando precedenti episodi di sorveglianza mirata. Il sistema assegna punteggi di rischio crescenti: 'flag' (da discutere con un supervisore), 'rischio basso' (come Edie Falco, Tracy Morgan e Ben Stiller), 'rischio medio' (Anna Wintour, Lily Allen, David Harbour) e 'rischio alto' (Freddie Gibbs, Lil Jon, DaBaby). La cantante Julia Fox è stata invece esclusa dai biglietti omaggio dopo un'apparizione provocante.
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Il legame con la sicurezza informatica e i precedenti attacchi
La fuga di dati si inserisce in un quadro più ampio di vulnerabilità informatiche. Come riportato in un recente articolo su Attacchi AI in 27 secondi: Rubrik ridefinisce la resilienza informatica, le aziende devono affrontare minacce sempre più sofisticate. Il caso MSG dimostra come anche la raccolta interna di dati sensibili possa trasformarsi in un rischio legale e reputazionale. Il gruppo ShinyHunters, attivo dal 2019, ha già colpito decine di aziende, e l'arresto di quattro presunti membri in Francia nel giugno 2025 non ha fermato le fughe.
Pressioni politiche e biglietti omaggio
Il database rivela anche l'uso strategico dei biglietti gratuiti per sostenere la propria agenda politica. Trentadue candidati sostenuti dal MSG PAC sono elencati, insieme a centinaia di funzionari eletti. Quasi sessanta persone sono state annotate per aver firmato una lettera o testimoniato a favore del rinnovo della licenza del Garden nel 2023, tra cui sindacalisti, lobbisti e persino il proprietario di una pizzeria. Nessuno di loro ha ricevuto un punteggio di rischio, a sottolineare la discrezionalità del sistema. Secondo la fonte, si tratta di 'un sistema terribile e paranoico'.
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Una causa collettiva intentata a giugno 2026 accusa l'organizzazione di Dolan di aver creato un 'stato di sorveglianza' che lede la privacy. Il direttore legale del Surveillance Technology Oversight Project, Darío Maestro, ha dichiarato che lo scandalo dimostra perché MSG non dovrebbe raccogliere dati sensibili. Per ulteriori dettagli, si rimanda all'articolo originale di WIRED che ha svelato la vicenda.
Fonte: https://www.wired.com/story/madison-square-garden-celebrity-database-surveillance