La paura che l'intelligenza artificiale elimini posti di lavoro si intensifica ogni volta che un'azienda annuncia licenziamenti. Fino a maggio 2026, le aziende hanno annunciato quasi 90.000 tagli legati all'IA e secondo alcune stime fino al 15% dei posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbe essere cancellato dall'IA nei prossimi cinque anni. Le promesse dell'industria tech che l'IA creerà nuovi impieghi fanno poco per alleviare le ansie, specialmente per la generazione che si chiede se qualcuno assumerà quando si laureerà.
I maggiori investitori in IA assumono più personale
Un recente rapporto di Ramp e Revelio Labs, che monitorano rispettivamente la spesa aziendale in IA e i dati occupazionali di quasi 22.000 aziende, complica questa narrativa cupa. Il rapporto ha scoperto che le aziende che spendono massicciamente in IA stanno aumentando i dipendenti più rapidamente, anche nei ruoli entry-level che molti temono siano condannati. Secondo il rapporto, i 'high-intensity adopters' — aziende che spendono in media 30 dollari per dipendente al mese in IA nei primi tre mesi — hanno visto un aumento del numero di dipendenti del 10,2%. Tra queste aziende, il numero di assunzioni entry-level è cresciuto del 12%, contraddicendo la retorica che l'IA uccida i lavori junior.
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La crescita occupazionale coinvolge tutte le funzioni aziendali
L'aumento del personale ha riguardato diverse aree, tra cui ingegneria, vendite, amministrazione, servizio clienti, finanza, marketing e ruoli scientifici. La crescita più forte tra gli high-intensity adopters si è registrata nel settore dell'informazione, che include software, internet, media e aziende tech-adjacent. Tuttavia, il dato non è roseo come sembra. I risultati sono fortemente orientati verso aziende tecnologiche e del knowledge work — spesso sostenute da venture capital e in rapida crescita comunque — rendendo difficile stabilire se l'IA stia contribuendo alle assunzioni o sia semplicemente presente in aziende già in espansione. Gli stessi autori del rapporto ammettono: 'Questo studio non dimostra che l'IA crei universalmente posti di lavoro, ma contrasta le affermazioni che l'IA porterà a ampie perdite di occupazione'. Un recente studio della Boston University ha mostrato che considerare l'IA come un 'dipendente' riduce la rilevazione degli errori del 18%, suggerendo che l'integrazione dell'IA richiede un approccio attento. Approfondisci qui.
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L'IA come strumento di espansione aziendale, non solo di sostituzione
Il rapporto suggerisce che l'IA non è sempre uno strumento per la sostituzione del lavoro, ma può essere un motore di espansione dell'azienda. 'Per le aziende di software e tecnologia, l'IA può rendere il prodotto principale più economico o più veloce da produrre: scrivere codice, fare debugging, costruire strumenti interni, produrre documentazione tecnica e supportare lo sviluppo del prodotto', si legge nel report. 'Costi di produzione più bassi in questi flussi di lavoro possono aumentare il rendimento dell'espansione dell'intera azienda, non solo del team di ingegneria'. Tuttavia, le aziende che acquistano abbonamenti e conducono test pilota, ma non effettuano investimenti sostenuti, non registrano alcun aumento del personale. Questo crea il potenziale per un divario crescente tra le aziende che hanno risorse — capitale, personale tecnico, reti di fondatori e capacità manageriale — per trasformare l'adozione dell'IA in reali guadagni aziendali, e quelle che restano bloccate a sperimentare con abbonamenti. Gli autori ipotizzano che tale divisione possa continuare a crescere, affermando: 'Le aziende senza questi canali potrebbero rimanere indietro'. Per ulteriori approfondimenti sull'impatto dell'IA sull'occupazione, consulta la pagina Wikipedia dedicata.
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Fonte: https://techcrunch.com/2026/06/29/the-ai-jobs-debate-just-got-messier