Il noto leaker Jon Prosser ha depositato oggi la sua risposta formale alla causa intentata da Apple, negando con decisione di aver preso parte a un complotto per rubare i segreti commerciali dell'azienda. Il documento, presentato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, attribuisce invece la piena responsabilità della fuga di notizie al co-imputato Michael Ramacciotti.
Una seconda chance dopo la contumacia
Questa risposta arriva dopo che il giudice James Donato ha concesso a Prosser la possibilità di annullare la contumacia in cui era incorso. In precedenza, il leaker aveva mancato diverse scadenze per rispondere alla denuncia di Apple relativa alla fuga di dettagli sul restyling Liquid Glass di iOS 26. La contumacia avrebbe impedito a Prosser di contestare formalmente le accuse, ma l'accordo tra le parti ha permesso di riaprire il caso. La vicenda ricorda altre controversie nel settore tecnologico, come quando Mark Zuckerberg ha ammesso ai dipendenti Meta che gli agenti AI non avanzano come previsto, evidenziando le sfide legali e di conformità che le grandi aziende affrontano.
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Le accuse di Apple e la difesa di Prosser
Secondo la denuncia di Apple, Ramacciotti avrebbe ottenuto il codice di accesso di un iPhone di sviluppo appartenente all'ex dipendente Ethan Lipnik mentre questi era assente, e avrebbe poi mostrato il dispositivo a Prosser durante una chiamata FaceTime. Prosser avrebbe successivamente pubblicato due video con ricostruzioni delle modifiche all'interfaccia di iOS 26. Nella sua risposta, Prosser nega di aver pianificato o partecipato a una cospirazione per danneggiare Apple. Sostiene di non sapere che l'iPhone appartenesse a Lipnik e di non essere a conoscenza del fatto che iOS 19 fosse una versione non rilasciata. Il documento afferma che "Prosser non ha concordato nulla in anticipo" e che "eventuali pagamenti sono avvenuti dopo il presunto furto".
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Il pagamento e i rapporti con Ramacciotti
Prosser ammette di aver condiviso una parte dei ricavi pubblicitari di YouTube con Ramacciotti dopo la pubblicazione dei video, al fine di mantenere una comunicazione esclusiva. Tuttavia, una volta appreso come Ramacciotti avesse ottenuto le informazioni, Prosser dichiara di aver interrotto ogni contatto. La difesa sottolinea che la condivisione dei ricavi non costituisce un accordo preventivo per il furto di segreti. Questa dinamica di responsabilità condivisa riecheggia quanto accaduto con il blocco di Claude Fable 5, che ha spinto due terzi delle imprese a diversificare i modelli AI, dimostrando come le aziende cerchino di ridurre i rischi legali e operativi.
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Richiesta di risarcimento e danni
La risposta di Prosser contesta che Apple abbia subito danni effettivi, definendo le perdite ipotetiche e sostenendo che l'azienda non ha mitigato i danni. Prosser chiede al tribunale di respingere la causa con pregiudizio e di concedergli il rimborso delle spese legali. La difesa paragona le sue azioni a quelle di un'organizzazione giornalistica che riporta informazioni ricevute. Secondo Wikipedia, il segreto commerciale è protetto dalla legge, ma la sua tutela richiede la dimostrazione di un accordo illecito. Il caso potrebbe avere implicazioni significative per i diritti dei giornalisti e dei leaker.