L'American Civil Liberties Union (ACLU) del Massachusetts ha rilasciato un kit di strumenti legali senza precedenti, progettato per costringere i pubblici ministeri a rivelare l'uso di tecnologie di sorveglianza contro gli imputati. Il pacchetto, descritto come il primo del suo genere, contiene mozioni legali artigianali che, se concesse da un giudice, obbligano l'accusa a dichiarare se strumenti come localizzatori Stingray, dati di localizzazione di broker commerciali, rapporti di polizia scritti da intelligenza artificiale e software forensi sono stati utilizzati in un caso. L'iniziativa risponde a una cronica asimmetria informativa: troppo spesso i difensori ignorano quali tecnologie siano state impiegate, impedendo un contraddittorio efficace.
Un arsenale di mozioni legali contro la sorveglianza occulta
Il toolkit include mozioni di conservazione, che impongono a enti pubblici e privati di salvare i dati di sorveglianza prima che vengano cancellati automaticamente. Si basa su una regola fondamentale del diritto penale americano, stabilita nel 1963, che obbliga l'accusa a consegnare tutte le prove potenzialmente favorevoli alla difesa. Le mozioni saranno distribuite attraverso una libreria protetta da password, accessibile solo a difensori verificati. Come spiega Jennifer Herrmann, avvocato dell'ACLU del Massachusetts e coautrice del kit, l'organizzazione combatte su due fronti: da un lato fa pressione per far abolire strumenti come Flock (lettori di targhe) e ShotSpotter (rilevatori di spari); dall'altro fornisce agli avvocati gli strumenti per smascherare la sorveglianza in tribunale. Il tempo che intercorre tra l'adozione di una tecnologia e la sua contestazione costituzionale è lungo, dice Herrmann, e queste mozioni consentono di "sfidare ciò che è già accaduto in passato", creando un precedente utile per il futuro.
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Il problema del ritardo tra adozione e controllo giudiziario
Il progetto risponde a un ritardo cronico tra l'adozione di nuovi strumenti di sorveglianza da parte della polizia e la decisione dei tribunali sulla loro legalità. La maggior parte degli americani possedeva un cellulare già alla fine degli anni '90, ma la Corte Suprema degli Stati Uniti ha richiesto un mandato per i dati di localizzazione solo nel 2018. Il ritardo non è solo dovuto alla lentezza dei giudici: le tecnologie con i peggiori record di trasparenza hanno subito meno sentenze proprio perché un imputato non può contestare uno strumento di cui non è mai stato informato. In passato, l'FBI ha imposto accordi di segretezza ai dipartimenti di polizia locale per l'uso di simulatori di celle, i cosiddetti Stingray. A Baltimora, un accordo ordinava ai pubblici ministeri di ritirare le accuse piuttosto che rivelare il dispositivo in tribunale, nonostante la polizia lo avesse usato oltre 4.300 volte tra il 2007 e il 2015. Documenti dell'FBI ottenuti dall'ACLU mostrano che questi accordi sono persistiti almeno fino al 2020. In Missouri, l'uso di Fog Reveal, uno strumento che mappa i movimenti tramite dati di localizzazione delle app, in un'indagine per omicidio nel 2017 non è mai emerso negli atti processuali. In Louisiana, un mandato di arresto del 2022 per Randal Quran Reid, identificato erroneamente dal riconoscimento facciale, attribuiva l'identificazione a "una fonte credibile" invece che al software. Il documento stesso che autorizzava il suo arresto nascondeva come la polizia lo avesse sospettato. Questi casi dimostrano la necessità del kit dell'ACLU.
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La sfida della conservazione dei dati
Un problema sottile ma cruciale è rappresentato dai dati di sorveglianza che si autodistruggono. Axon Draft One, uno strumento AI che scrive rapporti di polizia dall'audio delle body camera, cancella la prima bozza automaticamente. Un product manager di Axon ha dichiarato all'Electronic Frontier Foundation che questa scelta evita "problemi di divulgazione" per polizia e pubblici ministeri. La California ha risposto con una legge che obbliga le agenzie a conservare le bozze originali. Flock Safety cancella le immagini delle targhe dopo 30 giorni, e il contratto di Chicago per ShotSpotter dichiarava i dati dei colpi di arma da fuoco proprietà del fornitore, non della città. In ogni caso, il materiale digitale necessario alla difesa può scomparire prima che un avvocato venga nominato. L'ACLU è attenta a sottolineare che generalmente vuole che questi dati spariscano rapidamente, ad esempio facendo pressione per ridurre la conservazione delle letture di targhe a due giorni. Ma una volta che una persona è incriminata, quei dati possono essere prove liberatorie, e le mozioni di conservazione servono proprio a proteggerli.
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Precedenti giudiziari in Massachusetts
L'approccio del kit non è puramente teorico: la Corte Suprema del Massachusetts ha recentemente dato ragione all'ACLU. Nel 2024, la corte ha annullato in via definitiva le accuse di droga e armi contro un uomo di Boston, dopo che la polizia aveva disobbedito a un ordine di consegnare i registri di falsi profili social usati per sorvegliarlo, creati con avatar prevalentemente neri e marroni. L'anno scorso, la stessa corte ha stabilito che gli imputati possono chiedere un'udienza per dimostrare che ShotSpotter funziona effettivamente prima che le sue prove arrivino alla giuria. Queste decisioni spiegano perché il kit si basa sul diritto del Massachusetts, che l'ACLU ritiene adattabile ad altri stati, dato che la corte statale è stata anni avanti rispetto alla Corte Suprema USA sulla privacy digitale, richiedendo mandati per i dati di localizzazione dei cellulari già nel 2014.
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Una sentenza recente della Corte Suprema USA sui geofence warrant
Tre settimane fa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito con un voto 6-3 che l'uso di un mandato geofence, che obbliga Google a identificare tutti i telefoni vicini a una scena del crimine, costituisce una "perquisizione" ai sensi del Quarto Emendamento. I giudici hanno rinviato il caso ai tribunali inferiori per definire come deve essere un valido mandato geofence. Il kit dell'ACLU include una mozione specifica per questo tipo di mandato, pronta per essere utilizzata in quelle acque giuridiche incerte. Le mozioni sono pensate per essere adattate e presentate in casi penali reali, e l'ACLU chiede agli avvocati che le usano di riferire i risultati. Come dice Herrmann, l'obiettivo è prendere le buone pratiche legali esistenti e metterle "a portata di mano di ogni avvocato per ogni imputato", continuando a segnalare le lacune dove sono necessarie nuove strategie. Questo kit rappresenta un passo avanti significativo nella trasparenza della giustizia penale, in un'epoca in cui la tecnologia corre più veloce delle garanzie costituzionali. Per approfondimenti sulle vulnerabilità della sorveglianza tecnologica, si veda l'articolo correlato sulle app per soldati USA che contengono codici cinesi e russi, mentre la decisione della Francia di bloccare Polymarket mostra come gli stati tentino di regolamentare piattaforme opache. Per un contesto tecnico, si consulti la pagina Wikipedia sullo Stingray phone tracker.
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Fonte: https://www.wired.com/story/the-aclu-is-arming-lawyers-to-expose-state-surveillance-secrets