La società di micromobilità Lime ha finalmente debuttato in Borsa, raccogliendo 167 milioni di dollari attraverso un'offerta pubblica iniziale molto attesa. L'azienda, fondata nove anni fa e specializzata in noleggio di monopattini e biciclette elettriche, ha venduto 6,68 milioni di azioni a 25 dollari ciascuna, al punto medio della forbice compresa tra 24 e 26 dollari. Le azioni inizieranno a essere scambiate oggi sul Nasdaq con il ticker "LIME".
Oltre un miliardo di passività da coprire con i fondi raccolti
Lime aveva manifestato il proprio interesse per una quotazione già dal 2021, dopo un round di finanziamento da 523 milioni di dollari. L'amministratore delegato Wayne Ting aveva indicato il 2022 come anno possibile, salvo poi rinviare a causa delle condizioni di mercato. L'operazione attuale valuta la società circa 1,66 miliardi di dollari, un valore leggermente inferiore a quello ottenuto da Bird nel 2021 tramite fusione con una SPAC. La necessità di liquidità è urgente: nel prospetto informativo di maggio Lime ha espresso "dubbi sostanziali" sulla continuità aziendale, dichiarando di aver bisogno dei proventi dell'IPO per far fronte a circa 1 miliardo di dollari di passività, più della metà delle quali in scadenza entro la fine dell'anno. Senza l'IPO, l'azienda avrebbe dovuto cercare altre forme di finanziamento.
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Un settore difficile tra fallimenti e consolidamenti
Il percorso di Lime non è stato privo di ostacoli. Il settore della micromobilità ha vissuto anni turbolenti, con concorrenti come Bird costretti al fallimento e alla ristrutturazione, mentre altri come Tier e Dott si sono fusi e Superpedestrian ha chiuso i battenti. In questo contesto, Lime è riuscita a crescere: i ricavi sono passati da 521 milioni di dollari nel 2023 a 686,6 milioni nel 2024, fino a 886,7 milioni nell'ultimo anno. Le perdite nette sono scese da 122,3 milioni del 2023 a 33,9 milioni del 2024, per poi risalire leggermente a 59,3 milioni nel 2025. La strategia di espansione globale ha portato Lime a operare in 230 città di 29 paesi. Tuttavia, la dipendenza da Uber rimane significativa: il colosso del ride-hailing possiede il 24% di Lime e ha generato oltre il 14% dei ricavi dell'azienda nell'ultimo anno, consentendo la prenotazione dei mezzi Lime tramite la propria app in alcune città. Per comprendere meglio le dinamiche di consolidamento nel settore tecnologico, si può osservare il recente riallineamento dei brand tra OnePlus e OPPO in Germania, un caso che mostra come le aziende cerchino sinergie per superare le difficoltà di mercato.
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La strada per la redditività è ancora in salita, ma l'IPO fornisce a Lime il respiro necessario per rimborsare i debiti e continuare a investire. Secondo fonti vicine all'operazione, la domanda degli investitori è stata solida, sostenuta dalla fiducia nella capacità di Lime di consolidare la propria posizione in un settore che, nonostante le difficoltà, mostra segnali di maturazione.
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Fonte: https://techcrunch.com/2026/07/01/lime-raises-167m-in-ipo-after-years-of-teasing-a-public-debut