Meta ha disattivato la controversa funzionalità Muse Image, che consentiva a chiunque di generare immagini deepfake con intelligenza artificiale a partire dai post di qualsiasi account pubblico su Instagram. La decisione arriva dopo una forte ondata di critiche da parte di utenti, associazioni e agenzie hollywoodiane, che hanno denunciato la mancanza di consenso esplicito e il rischio di abusi legati all'uso dell'immagine altrui senza autorizzazione. La società ha ammesso che la funzionalità "ha mancato il bersaglio" e ha provveduto a rimuoverla.
Il lancio controverso di Muse Image e la reazione degli utenti
Quando Meta ha introdotto Muse Image, aveva annunciato che su Instagram chiunque avrebbe potuto taggare un account pubblico — incluso il tuo, se pubblico — e generare automaticamente immagini AI deepfake basate sui suoi post. Il tagger e Muse Image non dovevano nemmeno chiedere il permesso. Nel post di lancio, Meta scriveva che si poteva @-menzionare le persone per usare la funzione "se vuoi progettare un invito personalizzato per un evento, realizzare un concept creativo collaborativo o generare un grafico personalizzato". Tuttavia, la reazione del pubblico è stata immediatamente negativa. Molti utenti hanno criticato il fatto che per impedire l'uso della propria immagine fosse necessario addentrarsi nelle impostazioni e disattivare l'opzione "Consenti alle persone di creare e riutilizzare i tuoi contenuti", oppure rendere privato il profilo. Il modello di opt-out è apparso a molti inaccettabile, sollevando questioni di privacy e consenso.
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Le pressioni di Hollywood e il ruolo di CAA e SAG-AFTRA
Secondo quanto riportato da Variety, non sono stati solo gli utenti comuni a criticare la funzione. L'agenzia hollywoodiana CAA, che rappresenta attori del calibro di Tom Hanks e Meryl Streep, ha espresso direttamente le sue preoccupazioni a Meta. "Il nome, l'immagine, la somiglianza, la voce o il lavoro creativo di nessuno dovrebbero essere utilizzati da terze parti, inclusi i modelli AI, senza un consenso chiaro e documentato", ha dichiarato l'agenzia. Anche il sindacato americano SAG-AFTRA ha incoraggiato i propri membri a disattivare l'opzione. È probabile che queste pressioni abbiano contribuito alla decisione di Meta di rimuovere la funzionalità. La disattivazione arriva dopo che un precedente studio aveva rivelato che il 57% delle imprese registra agenti AI sicuri ma errati per contesto mancante, evidenziando la difficoltà di bilanciare innovazione e fiducia.
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Implicazioni per la privacy e il controllo dell'immagine digitale
La vicenda Muse Image solleva interrogativi più ampi sul consenso nell'era dell'IA generativa. Mentre Meta ha già rimosso in passato funzionalità contestate, come la funzione AI di Instagram per la privacy, l'episodio dimostra che anche i giganti tecnologici devono confrontarsi con le aspettative degli utenti in materia di dati personali. La speranza è che questa lezione porti a un approccio più trasparente e basato sul consenso esplicito per future implementazioni AI. Per approfondire, è possibile consultare l'articolo originale su Engadget.
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Fonte: https://www.engadget.com/2212843/meta-deactivates-muse-image-public-instagram-post-ai-images