Netflix ha confermato l'uso di un clonatore vocale basato su intelligenza artificiale per ricreare la voce dell'attore Gene Wilder nel suo nuovo reality show "Willy Wonka's The Golden Ticket". La scelta, rivelata in un teaser trailer diffuso nelle scorse ore, ha immediatamente diviso il pubblico tra entusiasmo tecnologico e indignazione etica. La serie, prevista in anteprima mondiale il 23 settembre 2026, segue la scia di reality come "Squid Game: The Challenge" trasformando una finzione cinematografica in una competizione reale.
Il trailer mostra scenografie reali e un audio che ha fatto discutere
Nel filmato promozionale, le scenografie del reality sono state costruite fisicamente, niente versioni low-cost in stile Glasgow o fondali digitali. Tuttavia, il vero elemento di rottura è la voce fuori campo del personaggio di Willy Wonka, chiaramente generata da un modello AI addestrato sulle registrazioni originali di Gene Wilder. La voce recita battute inedite, ma con una timbrica e un'intonazione quasi perfettamente sovrapponibili a quelle del celebre attore scomparso nel 2016.
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La polemica sull'uso non autorizzato della voce di un defunto
Molti fan e critici hanno definito la scelta "disgustosa" e "una violazione del lascito artistico". Gene Wilder non ha mai autorizzato l'uso della sua immagine o voce per scopi commerciali postumi. Sebbene Netflix abbia probabilmente ottenuto i diritti dal patrimonio dell'attore, il dibattito etico sull'uso dell'AI per clonare voci di persone scomparse è più acceso che mai. La vicenda richiama alla mente altri casi controversi, come l'uso dell'AI in produzioni cinematografiche e pubblicitarie, spesso criticato per la mancanza di trasparenza.
Il trend dei reality basati su opere di finzione e l'assenza di limiti
Con "Willy Wonka's The Golden Ticket", Netflix porta all'estremo la formula già sperimentata con successo con "Squid Game: The Challenge". Creare una competizione reale basata su un film che descrive esperienze traumatiche e psicologicamente manipolative solleva interrogativi sul confine tra intrattenimento e sfruttamento. A questo si aggiunge la scelta della voce AI, che trasforma un'attrazione nostalgica in un esperimento di marketing aggressivo. Mentre il colosso dello streaming investe miliardi in contenuti originali, come dimostra anche l'arrivo del film Super Mario Galaxy su Peacock, la strategia di utilizzare tecnologie AI senza regolamentazioni chiare rischia di alienare il pubblico più sensibile.
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Un caso che rinnova la richiesta di regolamentazione sull'AI nel settore creativo
L'episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione normativa. Investimenti massicci come quelli della Corea del Sud nei chip e nei robot umanoidi spingono il dibattito sull'uso etico dell'AI. Nel caso specifico, molti chiedono leggi che impongano il consenso esplicito del defunto o dei suoi eredi prima di usare voci o immagini sintetiche. Senza tutele, il confine tra omaggio e sfruttamento resta labile.
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Netflix non ha ancora commentato ufficialmente le critiche, ma il teaser ha già superato due milioni di visualizzazioni in meno di 48 ore. Il reality show promette 12 episodi in cui concorrenti si sfideranno in stanze ispirate al film del 1971 di Mel Stuart, con la voce di Wilder come filo conduttore. Per approfondire la figura dell'attore, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata a Gene Wilder.
Fonte: https://www.theverge.com/streaming/959684/netflix-wonka-golden-ticket-gene-wilder