L'industria delle batterie è da tempo dominata dai colossi cinesi come CATL e BYD, ma una startup taiwanese, ProLogium, punta a ribaltare le sorti con una tecnologia rivoluzionaria. Le batterie a stato solido, considerate il futuro dell'accumulo di energia, potrebbero ridefinire il panorama competitivo, e ProLogium sostiene di essere pronta per la produzione di massa già nel 2027. Fondata dal CEO Vincent Yang, dottore in scienza dei materiali con oltre vent'anni di esperienza, l'azienda ha recentemente presentato la sua quarta generazione di batterie a stato solido, dichiarando che sarà economica e facile da produrre su larga scala.
La svolta della quarta generazione di batterie a stato solido
Il segreto delle batterie a stato solido risiede nella sostituzione dell'elettrolita liquido con uno solido, garantendo maggiore sicurezza, densità energetica e resistenza al freddo. Finora, la produzione di massa è stata ostacolata da costi elevati e difficoltà tecniche. ProLogium afferma di aver superato questi ostacoli con la sua nuova tecnologia, e per dimostrarlo ha avviato la costruzione di una gigafactory a Dunkerque, in Francia, grazie a un contributo di 1,5 miliardi di euro dal governo locale. L'impianto dovrebbe iniziare la produzione entro la fine del 2028, rappresentando un passo importante per l'indipendenza energetica europea.
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La corsa globale alla supremazia delle batterie
La competizione non si limita a ProLogium. In Cina, il governo ha creato la All-Solid-State Battery Collaborative Innovation Platform (CASIP) per coordinare gli sforzi di giganti come CATL e BYD. Anche Toyota e Samsung sono in lizza, mentre startup americane come QuantumScape e Solid Power cercano di ritagliarsi un ruolo. Tuttavia, le batterie a stato solido richiedono materiali e processi produttivi diversi, offrendo un campo di gioco più livellato. Secondo Jiayan Shi, ricercatrice di BloombergNEF, la filiera meno matura rappresenta un'opportunità per attori non cinesi, ma anche una vulnerabilità nella dipendenza da forniture di grafite e litio controllate dalla Cina.
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Dalle auto ai data center AI: il primo mercato potrebbe non essere l'auto
Sebbene le batterie a stato solido siano spesso associate ai veicoli elettrici, il loro costo elevato potrebbe limitare l'adozione iniziale in questo settore. Vincent Yang indica invece un mercato emergente: robot e data center per intelligenza artificiale. In questi ambiti, la sicurezza è prioritaria: una batteria tradizionale che prende fuoco può essere abbandonata in un'auto parcheggiata, ma non in un aeromobile elettrico. ProLogium ha già collaborato con VinFast, che sta spostando l'uso delle batterie a stato solido dalle auto ai data center AI. Questo collegamento con l'AI richiama le dinamiche globali descritte nell'articolo su Anthropic e OpenAI, dove la competizione tecnologica si intreccia con la geopolitica.
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Protezionismo come opportunità per i nuovi arrivati
In un clima di crescenti tensioni geopolitiche, molti paesi cercano di ridurre la dipendenza dalla tecnologia cinese. Il Net-Zero Industry Act dell'Unione Europea mira a produrre localmente il 40% del fabbisogno di batterie entro il 2030. ProLogium ne ha beneficiato con l'incentivo francese, e sta esplorando opportunità anche negli Stati Uniti, secondo il suo deposito SEC. Yang ammette che il protezionismo può essere un vantaggio: la sua azienda non ha fabbriche in Cina, un punto a favore per i clienti che richiedono fornitori non cinesi. La partita è aperta e, come sostiene Yang, la competizione è una corsa contro i migliori al mondo, ma la sfida tecnica resta ardua per tutti.
Fonte: https://www.wired.com/story/prologium-battery-startup-betting-against-china