Indossare occhiali da vista smart è finalmente diventato più pratico grazie ai nuovi Ray-Ban Meta Optics. Meta ha sviluppato una linea specifica di montature ottimizzate per chi porta lenti graduate, non solo per chi desidera un paio di occhiali da sole tecnologici. Abbiamo testato il modello Scriber per due settimane e scoperto pregi e difetti di questa soluzione che unisce stile e intelligenza artificiale.
Montature riviste per una calzata superiore
I Ray-Ban Meta Optics si basano sul design della seconda generazione Ray-Ban Meta, ma con modifiche sostanziali per garantire maggiore comfort durante tutto il giorno. I naselli interni sono ora intercambiabili: nella confezione si trovano tre opzioni (universale, ponte alto e ponte basso) per adattare la montatura al proprio naso. Nel mio test, passando ai naselli per ponte alto, ho notato immediatamente meno scivolamenti rispetto ai modelli precedenti. Inoltre, le aste possono essere modellate termicamente presso un negozio Meta o un ottico per una personalizzazione ancora più precisa. Anche le cerniere overextension contribuiscono a ridurre la pressione dietro le orecchie, rendendo l'esperienza piacevole anche dopo ore di utilizzo.
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Action button per comandi rapidi e batteria estesa
Una novità esclusiva della linea Optics è il tasto azione personalizzabile, già visto sugli Oakley Meta Vanguard ma qui integrato in modo più discreto all'estremità del pulsante di scatto. Con l'app Meta AI è possibile associare una scorciatoia, come ad esempio "leggi l'ultimo messaggio". Io ho trovato questa funzione ideale: invece di far annunciare automaticamente ogni notifica, posso premere il tasto solo quando voglio ascoltare i messaggi, senza disturbare conversazioni in corso. La batteria è stata migliorata: mentre la Gen 2 prometteva fino a 8 ore, i nuovi Optics sono classificati per "più di 8 ore". Con uso moderato di musica e AI, ho superato agevolmente le 8 ore senza ricarica. Per chi cerca un assistente sempre attivo, è disponibile anche il supporto a Hey Meta con finestra di ascolto prolungata (20 secondi), ma è consigliabile disabilitarla in contesti privati.
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Meta AI potenziato da Muse Spark: più veloce e conversazionale
Il vero cuore dei Ray-Ban Meta Optics è l'assistente AI, ora basato sul modello Muse Spark di Meta. Rispetto alla versione precedente, l'IA è più reattiva e riesce a gestire interruzioni e domande di follow-up senza ripetere il comando vocale. Ho apprezzato la possibilità di chiedere informazioni nutrizionali inquadrando il cibo, ma la funzione non è ancora perfetta: a volte non attiva la fotocamera o fornisce dati imprecisi (es. dimensioni dell'avocado). Tuttavia, l'AI ha gestito con ironia una domanda scherzosa sul mio gatto, dimostrando una comprensione contestuale notevole. Nel complesso, l'integrazione con i servizi Meta è fluida e si possono controllare messaggi, chiamate e altri comandi vocali con naturalezza.
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Se confrontiamo questi occhiali con altri dispositivi indossabili come l'Apple Watch Ultra 4, vediamo come Meta punti a un'esperienza sempre connessa senza bisogno di guardare lo schermo. Per approfondire, anche iOS 27 introduce modalità di recupero che potrebbero integrare funzioni simili. I Ray-Ban Meta Optics rappresentano un passo avanti per chi non vuole rinunciare alla correzione visiva ma desidera un assistente AI sempre a portata di voce. Il prezzo di 499 dollari per la montatura, a cui vanno aggiunte le lenti graduate personalizzate, è elevato ma giustificato dalla qualità costruttiva e dalle funzionalità avanzate. Per maggiori informazioni sugli occhiali intelligenti, puoi consultare la pagina Wikipedia dedicata.
Fonte: https://www.engadget.com/2199194/ray-ban-meta-optics-review