Sony ha ribadito durante la chiamata con gli investitori per i risultati del primo trimestre fiscale 2026 che la produzione di dischi fisici per i giochi PlayStation cesserà definitivamente a gennaio 2028. La decisione, annunciata in anticipo di circa diciotto mesi, arriva dopo un confronto acceso con la community dei giocatori e con parte del settore. Il direttore finanziario Lin Tao ha confermato che l'azienda intende procedere con cautela ma senza ripensamenti. La tecnologia ottica, descritta su Wikipedia, rappresenta un supporto che sta perdendo terreno in tutto il mondo dell'intrattenimento.
I ricavi digitali superano di nove volte quelli fisici
I numeri presentati da Sony per il periodo aprile-giugno mostrano un divario nettissimo. I ricavi derivanti dai giochi digitali hanno toccato 1,2 miliardi di dollari, mentre le vendite di supporti fisici si sono fermate a 128 milioni di dollari. Il rapporto di circa nove a uno spiega perché la casa giapponese considera il digitale il futuro del proprio ecosistema.
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Il CFO spiega la cauta transizione al digitale
Durante la sessione di domande e risposte, Lin Tao ha dichiarato che la decisione di terminare la produzione dei dischi è stata ponderata a lungo. Ha affermato che la digitalizzazione dei contenuti è un processo generale che coinvolge non solo PlayStation ma tutto il settore dell'intrattenimento. Ha riconosciuto le forti reazioni della community, sottolineando che i videogiochi sono legati a ricordi affettuosi e che l'azienda vuole ascoltare queste emozioni.
Il boicottaggio dei giocatori e le 350.000 firme
La protesta contro la scelta di Sony si è organizzata anche tramite iniziative concrete. Il gruppo DoesItPlay ha lanciato l'hashtag #PSBlackout, invitando gli utenti a spegnere le proprie console per una settimana intera a partire dal 23 agosto. Il messaggio ha raccolto oltre 1,8 milioni di visualizzazioni e più di 7.500 condivisioni. In parallelo, una petizione su Change.org ha superato 350.000 firme per chiedere a Sony di rivedere la propria posizione.
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Il costo degli usati e la memoria di archiviazione
L'addio ai dischi avrà conseguenze economiche rilevanti per chi ha un budget limitato. I giochi usati rappresentano un canale di risparmio importante, come dimostra il caso di The Last of Us Part I, disponibile a circa 25 dollari in versione fisica usata mentre il download resta a 69,99 dollari. L'assenza di supporti fisici aumenterà inoltre la dipendenza dallo storage interno della console. L'espansione tramite SSD per PS5 è oggi particolarmente costosa a causa della carenza di memoria che potrebbe protrarsi oltre il 2028.
I retailer e il confronto con il PC
Sony ha assicurato di voler dialogare con i rivenditori per trovare soluzioni condivise. Lin Tao ha ricordato che in Nord America le confezioni già non contengono più il disco ma solo un codice da riscattare. In ogni regione saranno valutate le specificità locali. Il dirigente ha anche escluso che l'eliminazione del disco possa rappresentare un fattore di differenziazione rispetto al PC.
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Questa scelta si inserisce in un panorama tecnologico in rapida evoluzione. Mentre Samsung valuta l'espansione della sua linea Galaxy Z, Sony sembra voler comprimere le opzioni di acquisto per i giocatori. I rincari previsti per l'hardware, come quelli indicati dall'analista Jeff Pu per i futuri iPhone 18 Pro, mostrano che le strategie di prezzo stanno cambiando in tutto il settore.
Secondo gli esperti, la perdita dei dischi fisici elimina anche la possibilità di rivendita e condivisione dei giochi. Il PlayStation non supporta sistemi simili a Steam Families o alle Virtual Game Cards di Nintendo. La transizione sembra ormai irreversibile, con voci non confermate su fabbriche riconvertite per altri scopi. I giocatori hanno poco più di un anno per adeguarsi a un ecosistema completamente digitale.