Un nuovo libro intitolato Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump sta facendo scalpore nel mondo della tecnologia e della politica. Il volume, scritto dai giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan e in uscita il 23 giugno 2026, rivela dettagli imbarazzanti su come i CEO di Meta e Amazon, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos, abbiano tentato di ingraziarsi il presidente Donald Trump dopo la sua rielezione nel 2024. Secondo il libro, Trump avrebbe mostrato ai suoi ospiti i messaggi di corteggiamento ricevuti dai due magnati della Silicon Valley, deridendoli pubblicamente.
Zuckerberg, in particolare, avrebbe inviato a Trump una foto di una lettera scritta da uno dei suoi figli in età scolare, in cui il bambino esprimeva entusiasmo per la "golden age of America", slogan utilizzato frequentemente da Trump durante la campagna elettorale. Bezos, dal canto suo, durante una cena a Mar-a-Lago nel dicembre 2024, avrebbe denigrato il Washington Post, definendolo uno dei suoi peggiori investimenti finanziari, e cercato in seguito di ottenere un favore commerciale per la sua società spaziale Blue Origin. Il libro descrive anche l'incontro tra Trump e Zuckerberg nel novembre 2024, durante il quale il presidente avrebbe fatto suonare l'inno nazionale nella versione del J6 Prison Choir, un gruppo di detenuti coinvolti nell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio.
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Non solo Zuckerberg e Bezos: anche Sundar Pichai di Google e Tim Cook di Apple hanno incontrato Trump prima del suo secondo mandato, ma è stato Musk a godersi la scena. Secondo il libro, Musk avrebbe commentato la situazione definendola "first-class groveling" (leccata di prima classe). Trump avrebbe poi riferito agli associati che Zuckerberg e Bezos gli stavano "baciando il culo", sottolineando come in passato lo avessero osteggiato.
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Le rivelazioni gettano una luce cruda sui rapporti tra Big Tech e potere politico. Da un lato, la Silicon Valley cerca di mantenere influenza, dall'altro il presidente sfrutta queste dinamiche per umiliare i suoi interlocutori. Il libro arriva in un momento in cui la tensione tra Meta e l'amministrazione Trump è già alta, come descritto in un nostro precedente articolo sulla rivolta dei dipendenti Meta. Anche Amazon non è estranea a controversie, come dimostra la vicenda dei tre ingegneri finiti sotto inchiesta.
Per approfondire la figura di Donald Trump e il suo rapporto con la tecnologia, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata. Il libro di Haberman e Swan promette di essere una lettura obbligata per comprendere le dinamiche di potere contemporanee.
Fonte: https://www.wired.com/story/trump-mocked-mark-zuckerberg-and-jeff-bezos-by-showing-off-fawning-texts