I framework per agenti AI stanno diventando il nuovo vettore di attacco preferito dai criminali informatici. Tre dei più diffusi strumenti per lo sviluppo di agenti intelligenti, LangGraph, Langflow e LangChain, sono stati recentemente colpiti da vulnerabilità che consentono l'esecuzione remota di codice e la lettura di dati sensibili. Non si tratta di exploit complessi, ma di bug classici come SQL injection, path traversal e deserializzazione non sicura, che però in questo contesto assumono una portata devastante perché si trovano nel cuore dell'infrastruttura AI aziendale.
La catena di attacco su LangGraph: dalla SQL injection al controllo totale
LangGraph, framework per la memoria degli agenti AI con oltre 50 milioni di download mensili, è stato analizzato da Check Point Research. Yarden Porat ha scoperto tre vulnerabilità, due delle quali concatenabili per ottenere l'esecuzione remota di codice. La prima, CVE-2025-67644 con punteggio CVSS 7.3, è una SQL injection nel checkpointer SQLite. La funzione che costruisce la clausola WHERE per le ricerche di checkpoint inserisce direttamente i filtri forniti dall'utente nella query, senza parametrizzazione. Un attaccante può quindi scrivere una riga falsificata nella tabella dei checkpoint. La seconda vulnerabilità, CVE-2026-28277 con CVSS 6.8, sfrutta il decoder msgpack di LangGraph, che ricostruisce oggetti Python dai dati memorizzati. Con accesso in scrittura al checkpoint store, l'attaccante può importare un modulo e chiamare una funzione arbitraria, come os.system. Una terza falla, CVE-2026-27022 con CVSS 6.5, raggiunge lo stesso risultato tramite il checkpointer Redis. Le versioni corrette sono langgraph-checkpoint-sqlite 3.0.1, langgraph 1.0.10 e langgraph-checkpoint-redis 1.0.2.
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Langflow: attacchi in corso su 7.000 server esposti
La situazione per Langflow è ancora più critica. La vulnerabilità CVE-2026-5027, con CVSS 8.8, è un path traversal nell'endpoint POST /api/v2/files. Il nome del file viene preso direttamente dai dati del form senza sanificazione, consentendo a un attaccante di scrivere file arbitrari sul server, ad esempio un cron job in /etc/cron.d/. Poiché Langflow abilita l'auto-login di default, una singola richiesta non autenticata può portare all'esecuzione di codice. VulnCheck ha confermato lo sfruttamento attivo a partire dal 9 giugno 2026, con Censys che stima circa 7.000 istanze esposte, perlopiù in Nord America. Questa è la terza vulnerabilità di Langflow sfruttata attivamente quest'anno, dopo CVE-2025-34291, utilizzata dal gruppo iraniano MuddyWater e aggiunta al catalogo KEV di CISA. La patch è stata rilasciata il 15 aprile con la versione 1.9.0, ma molti non l'hanno ancora applicata.
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LangChain-core: il loader di prompt che espone le chiavi API
LangChain-core, il fondamento degli altri due framework, presenta CVE-2026-34070 con CVSS 7.5, un path traversal nell'API di caricamento dei prompt. La funzione load_prompt() legge un percorso da un dizionario di configurazione senza controllare sequenze di traversal, permettendo a un attaccante di leggere file arbitrari, come il file .env contenente le chiavi API di OpenAI e Anthropic. Associata a questa, CVE-2025-68664 con CVSS 9.3 è una falla di deserializzazione che risolve segreti ambientali tramite un oggetto manipolato. Le versioni corrette sono langchain-core 1.2.22 e 0.3.86 per la prima, e 1.2.5 e 0.3.81 per la seconda. È fondamentale applicare entrambe le patch.
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Perché gli scanner tradizionali non rilevano queste minacce
Merritt Baer, CSO di Enkrypt AI ed ex vice CISO di AWS, spiega che queste vulnerabilità non vengono percepite come problemi AI: "I CISO vivranno l'insicurezza di MCP non in astratto, ma quando un dipendente incolla dati sensibili in uno strumento, o quando un attaccante trova un server MCP non autenticato nel cloud." Le vulnerabilità risiedono nei framework importati, che i firewall e gli EDR non monitorano adeguatamente. Assaf Keren, CSO di Qualtrics, sottolinea l'errore di classificazione: "La maggior parte dei team di sicurezza classifica i framework AI come 'strumenti di produttività', esponendoli a rischi enormi." I team di sicurezza devono aggiornare le proprie policy, trattando questi framework come componenti critici.
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Per approfondire, vedi anche l'analisi sulle implicazioni per le PMI in questo articolo: Meta in rivolta, Thiel in segreto, SBF in prigione. Inoltre, la guida al No-Code e Low-Code offre spunti su come gestire framework non sicuri. Per un contesto più ampio, consulta la pagina Wikipedia sulla sicurezza informatica.
Fonte: https://venturebeat.com/security/7000-langflow-servers-under-attack-langgraph-langchain-same-holes