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Cookie banner e privacy, cosa deve avere il sito di un’attività

Cookie tecnici e di profilazione, come deve essere fatto il banner secondo il Garante, l’errore più diffuso, Consent Mode di Google e una lista di controllo in sei domande.

Ing. Calogero Bono 4 min di lettura Read in English
Cookie banner e privacy, cosa deve avere il sito di un’attività

Quasi tutti i siti mostrano un banner sui cookie, ma molti lo fanno nel modo sbagliato. Banner che non si possono chiudere, pulsanti «Rifiuta» nascosti, statistiche e pixel pubblicitari che partono prima ancora che il visitatore scelga. Sono errori comuni, e per un’attività possono diventare un rischio.

In questa guida vediamo in modo semplice cosa deve avere il sito di un’attività in fatto di cookie e privacy, seguendo le linee guida del Garante. Non sostituisce il parere di un consulente legale, ma ti aiuta a capire cosa controllare.

Cosa sono i cookie e perché serve il consenso

I cookie sono piccoli file che il sito salva nel browser di chi lo visita. Alcuni servono a far funzionare il sito, per esempio a ricordare il carrello o la lingua scelta. Altri servono a misurare le visite o a mostrare pubblicità mirata, e spesso sono di altre aziende, come Google o Meta.

La regola di base è questa. I cookie tecnici, necessari al funzionamento del sito, non richiedono il consenso. Quelli di profilazione, come i pixel pubblicitari, possono essere installati solo dopo che il visitatore ha dato un consenso libero e informato. Le statistiche stanno nel mezzo, e possono essere trattate come tecniche solo a condizioni precise, per esempio con dati resi anonimi e senza incroci con altri servizi.

Come deve essere fatto il banner

Secondo le linee guida del Garante, il banner che compare alla prima visita deve avere alcune caratteristiche.

  • Deve essere ben visibile e spiegare in poche righe che il sito usa cookie e per cosa.
  • Deve avere un comando per chiuderlo, come una X, che equivale a rifiutare i cookie non necessari.
  • Deve permettere di accettare tutti i cookie con un clic.
  • Deve offrire un collegamento per scegliere quali categorie di cookie accettare.
  • Deve rimandare all’informativa completa sui cookie.

Lo scorrimento della pagina non vale come consenso, e il banner non deve ricomparire a ogni visita a chi ha già scelto. Il visitatore deve però poter cambiare idea in qualsiasi momento, per esempio con un collegamento nel piè di pagina.

L’errore più diffuso, i cookie che partono prima della scelta

Molti siti mostrano il banner, ma intanto caricano già Google Analytics, il pixel di Facebook o i video incorporati con i loro cookie. In quel caso il banner è solo decorativo. I cookie non necessari devono partire solo dopo il consenso, e non devono partire affatto se il visitatore rifiuta.

Il modo più semplice per controllarlo è aprire il sito in una finestra in incognito, senza toccare il banner, e verificare con gli strumenti del browser quali cookie vengono salvati. Se compaiono cookie di servizi pubblicitari, qualcosa non va.

Quando abbiamo rifatto il nostro sito abbiamo dovuto correggere proprio questo. Le statistiche e il pixel pubblicitario partivano allo scorrimento della pagina, e ora partono solo dopo il consenso. I numeri delle visite misurate sono calati, ma è il prezzo giusto per rispettare la scelta di chi visita il sito.

Google e il consenso, cosa cambia per chi fa pubblicità

Se usi Google Ads o Google Analytics, Google chiede ai siti europei di trasmettere la scelta del visitatore ai propri servizi, con un sistema chiamato Consent Mode. Senza questo collegamento alcune funzioni pubblicitarie, come il remarketing, smettono di funzionare correttamente. Se fai campagne a pagamento, vale la pena chiedere al tuo fornitore se è configurato.

L’informativa privacy e l’informativa cookie

Il sito deve avere anche due pagine di testo, spesso unite in una sola. L’informativa privacy spiega quali dati raccogli, per esempio con il modulo contatti o con le prenotazioni, perché li raccogli, per quanto li tieni e come chiederne la cancellazione. L’informativa cookie elenca i cookie usati, a cosa servono e chi li installa.

Copiare l’informativa da un altro sito è un errore frequente. Ogni sito usa servizi diversi, e un’informativa che non corrisponde a quello che fa davvero il sito non protegge nessuno.

I moduli di contatto e di prenotazione

Ogni modulo che raccoglie dati deve rimandare all’informativa privacy. Se vuoi usare quei dati anche per inviare offerte o newsletter, serve un consenso separato, con una casella da spuntare non già selezionata.

Una lista di controllo veloce

  1. Il banner si può chiudere con una X e chiudendolo i cookie non necessari non partono?
  2. C’è un pulsante per accettare e un collegamento per scegliere?
  3. Statistiche e pixel pubblicitari partono solo dopo il consenso?
  4. C’è un modo per cambiare scelta in seguito?
  5. L’informativa elenca i servizi usati davvero?
  6. I moduli rimandano all’informativa e chiedono un consenso separato per il marketing?

Se la risposta è no anche a una sola domanda, conviene intervenire.

Quando realizziamo un sito configuriamo banner e consenso in modo che i servizi esterni partano solo dopo la scelta del visitatore. Se vuoi un controllo del tuo sito, scrivici. Per gli aspetti legali delle informative ti consigliamo comunque di farti seguire da un consulente privacy.

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