Il CEO di Even Realities, Will Wang, ha lanciato un duro attacco contro Meta e Google, accusandole di aver integrato fotocamere nei loro occhiali intelligenti non per migliorare l'esperienza utente, ma per raccogliere dati personali da utilizzare nell'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. In un'intervista esclusiva, Wang ha spiegato che la sua azienda ha deliberatamente scelto di non includere telecamere nei propri dispositivi, puntando invece su un heads-up display testuale che garantisce privacy, leggerezza e lunga durata della batteria.
La strategia dei giganti tecnologici svelata da Will Wang
Secondo Wang, aziende come Meta e Google permettono alle loro ambizioni a lungo termine di influenzare negativamente i prodotti attuali. "Includere una fotocamera perché si ritiene che i dati visivi saranno cruciali per l'IA in futuro significa sacrificare l'usabilità presente", ha dichiarato. Il risultato sono dispositivi pesanti e energivori, progettati più per la raccolta dati che per essere indossati comodamente. Even Realities, al contrario, si concentra su un prodotto che funzioni oggi, senza vendere sogni futuri.
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Even Realities G1 e G2: la scelta radicale di non avere fotocamere
Sin dal primo modello G1, Even Realities ha escluso qualsiasi fotocamera o altoparlante. I suoi occhiali offrono un display ambientale che mostra notifiche, navigazione e riassunti di conversazioni in tempo reale, senza invadere la privacy altrui. "Non prosperiamo vendendo dati, ma creando buoni prodotti", ha sottolineato Wang. Questa scelta evita anche le complessità normative, dato che le regole per l'uso di dati visivi tramite smart glass non sono ancora definite. Un approccio opposto a quello di Meta, che con i Ray-Ban ha raccolto 500.000 sessioni esposte a rischi di sicurezza, come documentato in un recente articolo (Claude Cowork viola il sandbox Mac).
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Il team di ingegneria cresce da 20 a 400 persone per il G3
Nonostante sia una startup, Even Realities ha rafforzato la propria posizione grazie a un recente round di finanziamento che ha portato la valutazione a un miliardo di dollari. Il team di ingegneria è passato da 20-30 persone per il G1 a 300-400 per lo sviluppo del prossimo modello G3. "I grandi player stanno già acquistando i nostri prodotti per analizzare la nostra tabella di marcia", ha rivelato Wang. Questa crescita consentirà a Even Realities di competere direttamente con i colossi del settore, come evidenziato anche da Nvidia e Microsoft che lanciano l'Open Secure AI Alliance.
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La guerra degli smart glass: due filosofie a confronto
Da un lato Meta e Google vogliono trasformare il tuo viso in un sensore per i loro algoritmi AI; dall'altro Even Realities propone un HUD pulito e rispettoso della privacy, che assomiglia a un normale paio di occhiali. Per Wang, il vincitore della rivoluzione degli smart glass non sarà l'azienda che registra più video della tua vita quotidiana, ma quella che ti permette di guardare il mondo negli occhi senza una telecamera che ti osserva. Un approccio che sta attirando l'attenzione anche di esperti del settore, come dimostra il dibattito sull'uso etico dell'IA (approfondimenti su Wikipedia).