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Groq raccoglie 650 milioni di dollari dopo l'accordo con Nvidia e si riconfigura sul cloud AI

[2026-06-23] Author: Meteora Web

Dopo l'accordo di dicembre con Nvidia, che ha visto il gigante dei chip pagare per una licenza della proprietà intellettuale di Groq e assumere il suo fondatore Jonathan Ross e altri talenti chiave, la startup di chip AI si è trovata a un bivio. Ora Groq annuncia un nuovo round di finanziamento da 650 milioni di dollari, guidato da Disruptive e Infinitum, e svela la sua nuova strategia incentrata sul business neocloud. La mossa segna un tentativo di rinascita dopo quella che molti hanno definito una 'not-acqui-hire', un'operazione in cui un rivale paga per la tecnologia e si porta via le menti migliori.

I dettagli del round e la nuova leadership

Il round da 650 milioni di dollari conferma le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. A guidare l'investimento sono Disruptive, fondo di late stage con sede a Dallas guidato da Alex Davis (che è anche presidente di Groq), e Infinitum, hedge fund di Fort Lauderdale. Groq non ha divulgato la nuova valutazione: l'ultima era di 6,9 miliardi di dollari dopo un round da 750 milioni a settembre. L'azienda ha inoltre annunciato l'arrivo di nuovi dirigenti di alto profilo. Alan Rice, ex xAI e Meta (e veterano della Marina americana), entra come COO. La coppia Sinclair Schuller (CTO) e Rakesh Malhotra (CPO) proviene da Apprenda e Nuvalence, con Malhotra che ha trascorso un decennio nei prodotti cloud di Microsoft.

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Il pivot verso il neocloud e la competizione con Nvidia

Con la proprietà intellettuale delle LPU (Language Processing Unit) ora in mano a Nvidia, Groq ha dovuto ripensare il suo modello di business. La nuova direzione è il neocloud, un servizio di inferenza AI basato su cloud che l'azienda aveva già avviato dopo l'acquisizione della società di analisi AI Definitive Intelligence nel 2024. Oggi Groq afferma di gestire 13 data center in Nord America, Europa, Medio Oriente e APAC, servendo oltre cinque milioni di sviluppatori e migliaia di aziende AI, elaborando trilioni di token ogni settimana. La sfida è mantenere la competitività ora che Nvidia ha lanciato il proprio cluster hardware Groq 3 LPX, basato sulla stessa IP. Per approfondire le dinamiche del cloud AI, si veda l'articolo su Google investe 75 milioni in A24 per sviluppare strumenti AI per il cinema, che mostra l'interesse crescente per l'AI nel cloud.

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Cosa significa per il mercato dei chip AI

Il caso Groq dimostra come un'azienda possa sopravvivere e persino prosperare dopo una 'not-acqui-hire'. Scale AI, per esempio, ha visto il proprio business riprendersi dopo un accordo simile con Meta da 14,3 miliardi di dollari, puntando a un fatturato di 1 miliardo di dollari. L'inferenza AI è un settore in forte espansione, con domanda enorme e sempre più innovazione. Groq punta a ritagliarsi uno spazio nel neocloud, ma la concorrenza è agguerrita, non solo da Nvidia ma anche da startup come Cerebras e SambaNova. Per un quadro più ampio del panorama dei chip AI, si può consultare la pagina Wikipedia su Groq. Inoltre, per chi sviluppa applicazioni AI, è utile conoscere le best practice di backend: vedi l'articolo su Node.js per il Backend.

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Con 650 milioni di nuovi fondi e una squadra rinnovata, Groq cerca di dimostrare che anche dopo aver perso il fondatore e la proprietà intellettuale principale, si può ancora competere. Il tempo dirà se il neocloud sarà sufficiente per mantenere la promessa di un'AI accessibile e performante.

Fonte: https://techcrunch.com/2026/06/22/ai-chipmaker-groq-confirms-650m-raise-re-staffs-after-nvidias-20b-not-acqui-hire-deal

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