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Impianto cerebrale contro i tumori testato su tre pazienti in Australia
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Impianto cerebrale contro i tumori testato su tre pazienti in Australia

[2026-06-23] Author: Meteora Web

Coherence Neuro ha annunciato il primo test umano del suo impianto cerebrale per rilevare e trattare i tumori. Il dispositivo, grande quanto una moneta, è stato posizionato temporaneamente nel cervello di tre pazienti durante un intervento al Royal Melbourne Hospital in Australia. L'impianto è rimasto in sede per circa 30 minuti prima di essere rimosso, fornendo una verifica di sicurezza cruciale prima di procedere con studi a lungo termine.

Questo test rappresenta un passo importante per la società, che punta a sviluppare una interfaccia cervello-computer in grado di riconoscere i segnali elettrici unici dei tumori e rilasciare stimolazioni elettriche mirate per bloccarne la crescita. I pazienti avevano già acconsentito all'inserimento del dispositivo prima dell'operazione chirurgica.

Il meccanismo elettrico dei tumori cerebrali

L'idea di utilizzare stimolazioni elettriche per trattare i tumori cerebrali si basa sull'osservazione che i tessuti cancerosi hanno proprietà elettriche peculiari. Come spiega Ben Woodington, CEO e cofondatore di Coherence, 'Queste sono condizioni elettriche, proprio come l'epilessia o la depressione. È un problema di rete nel cervello'. Già nel 2019, ricercatori della Stanford University avevano dimostrato che i gliomi di alto grado formano sinapsi con i neuroni sani per alimentare la propria crescita. Farmaci antiepilettici e stimolazioni a bassa intensità si sono mostrati efficaci nel rallentare la progressione tumorale in modelli animali.

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Il dispositivo di Coherence si inserisce in questo filone di ricerca. Con 16 fili che si estendono nel tessuto cerebrale, l'impianto è progettato per essere installato durante un intervento di resezione del tumore. Anche quando il tumore viene rimosso completamente, la recidiva è frequente; il device mira a prevenire proprio questo rischio.

Confronto con le terapie esistenti

Attualmente esiste un dispositivo indossabile chiamato Optune, sviluppato da Novocure e approvato nel 2011 per il glioblastoma. Optune utilizza elettrodi adesivi sul cuoio capelluto, ma richiede di radere la testa e portare una batteria in uno zaino. Coherence punta a offrire una soluzione più comoda e continua, con un impianto che monitora costantemente il cervello e adatta la stimolazione in tempo reale.

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Per il glioblastoma, la forma più aggressiva di tumore cerebrale, i pazienti hanno poche opzioni. La prognosi è grave: la sopravvivenza media è di 15-18 mesi, con un tasso a cinque anni inferiore al 10%. Attualmente i controlli con risonanza magnetica vengono effettuati ogni due-tre mesi, ma i tumori possono accelerare improvvisamente. Coherence intende colmare questa lacuna con un monitoraggio continuo e una terapia personalizzata.

Prospettive future e prossimi studi

L'azienda prevede di avviare un trial nel 2027 con impianto permanente su pazienti affetti da glioblastoma. Un'app dedicata permetterà ai pazienti di registrare i sintomi, mentre i medici potranno regolare la terapia da remoto. Il dispositivo potrebbe anche segnalare una rapida crescita tumorale, consentendo un intervento chirurgico tempestivo prima che una risonanza lo riveli.

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Matthew MacDougall, capo neurochirurgo di Neuralink, figura tra i consulenti e investitori di Coherence, a testimonianza del crescente interesse per le interfacce cervello-computer in campo medico. Anche Rory Murphy, neurochirurgo del Barrow Neurological Institute coinvolto in uno studio Neuralink, parteciperà ai futuri trial del dispositivo.

Per approfondire il contesto delle sfide regolatorie nell'AI, leggi il nostro articolo su Anthropic sfida il governo USA sull'AI. Inoltre, scopri come Google investe nella creatività con strumenti AI per il cinema nel nostro articolo su Google investe 75 milioni in A24.

Per maggiori informazioni sulle basi scientifiche, consulta la pagina Wikipedia sulle interfacce cervello-computer.

Fonte: https://www.wired.com/story/three-people-have-gotten-cancer-detecting-brain-implants

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