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Il New York Times accusa Microsoft di aver costruito un supercomputer per far violare il copyright a OpenAI
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Il New York Times accusa Microsoft di aver costruito un supercomputer per far violare il copyright a OpenAI

[2026-06-27] Author: Meteora Web
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Una nuova accusa scuote il mondo della tecnologia e del diritto d'autore. Il New York Times ha presentato una mozione per emendare la sua denuncia per violazione del copyright contro OpenAI e Microsoft, sostenendo che Microsoft ha attivamente incoraggiato OpenAI a rubare opere del giornale costruendo un supercomputer su misura, tra i più potenti al mondo. La mossa arriva dopo una recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha ridefinito gli standard per la responsabilità contributiva.

Secondo i documenti depositati giovedì, pesantemente oscurati, il NYT chiede di modificare la causa per allineare le accuse di violazione contributiva contro Microsoft al nuovo quadro giuridico. La sentenza della Corte Suprema nel caso Cox Communications ha stabilito che, per dimostrare una violazione contributiva, i querelanti devono provare che la parte abbia intenzionalmente indotto un comportamento illecito. Il NYT afferma di avere nuove prove, emerse durante la scoperta, che dimostrano come Microsoft abbia costruito deliberatamente un sistema di supercalcolo per facilitare l'addestramento di modelli AI di OpenAI utilizzando articoli protetti da copyright.

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Il supercomputer su misura per OpenAI: un sistema tra i più potenti al mondo

La denuncia sostiene che Microsoft, già partner di OpenAI con un investimento miliardario, abbia progettato e realizzato un supercomputer specificamente per elaborare enormi quantità di dati testuali, inclusi quelli del NYT, senza autorizzazione. Questo sistema sarebbe stato classificato tra i primi dieci supercomputer globali per potenza di calcolo. Il NYT sostiene che Microsoft non si sia limitata a fornire infrastruttura cloud, ma abbia attivamente progettato l'architettura per massimizzare l'estrazione di contenuti protetti. In precedenza, il NYT aveva già citato in giudizio OpenAI per l'uso non autorizzato dei suoi articoli nell'addestramento di GPT, ma ora punta il dito contro Microsoft come co-responsabile.

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La sentenza della Corte Suprema ha cambiato le regole del gioco. Nel caso Sony contro Cox, la Corte ha stabilito che un provider di servizi internet non può essere ritenuto responsabile per la pirateria dei suoi utenti se non ha intenzionalmente incoraggiato l'infrazione. Il NYT ha quindi dovuto ricalibrare le sue accuse contro Microsoft, sostenendo che il gigante del software ha superato la semplice fornitura di servizi, agendo come co-architetto del sistema che ha permesso la violazione. Graham James, portavoce del NYT, ha dichiarato: 'Oggi abbiamo chiesto al tribunale il permesso di depositare una denuncia emendata che rafforza ulteriormente il nostro caso, chiarendo la nostra accusa di violazione contributiva contro Microsoft sulla base di nuove leggi e nuove prove emerse durante la scoperta'.

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Questa battaglia legale ha implicazioni enormi per l'industria dell'intelligenza artificiale. Se il NYT dovesse vincere, potrebbe stabilire un precedente che costringerebbe le aziende tecnologiche a rivedere completamente il modo in cui raccolgono dati per l'addestramento dei modelli. Inoltre, la decisione della Corte Suprema già sta influenzando altre cause simili. Per comprendere meglio il contesto, si può fare riferimento alla definizione di violazione del copyright su Wikipedia.

Intanto, OpenAI mette paletti all'Europa, limitando l'accesso ai suoi modelli avanzati per le PMI italiane. Secondo alcuni analisti, le restrizioni potrebbero essere una reazione alle crescenti pressioni legali. Inoltre, il caso solleva interrogativi sul ruolo dei grandi partner tecnologici nello sviluppo dell'AI. Come riportato in un altro articolo, Paul Meade ha lasciato Apple per OpenAI, portando con sé esperienza nel settore delle smart glasses AI. Queste dinamiche mostrano quanto il campo dell'AI sia in fermento, tra innovazione e controversie legali.

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Il prossimo passo sarà l'udienza in tribunale, dove il giudice deciderà se accettare la denuncia emendata. Se accolta, Microsoft dovrà difendersi dall'accusa di aver consapevolmenteagevolato la violazione del copyright. La comunità tecnologica osserva con attenzione, consapevole che l'esito potrebbe ridefinire i confini tra collaborazione lecita e complicità nella proprietà intellettuale.

Fonte: https://arstechnica.com/tech-policy/2026/06/microsoft-built-supercomputer-to-help-openai-infringe-copyrights-nyt-alleged

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