Il governo britannico ha annunciato l'intenzione di introdurre la stima dell'età facciale tramite intelligenza artificiale per i richiedenti asilo in arrivo nel Regno Unito, a partire dal prossimo anno. La cosiddetta tecnologia FAE (facial age estimation) scansiona il volto e suggerisce l'età presunta, ma un'indagine condotta da WIRED e Lighthouse Reports in collaborazione con The Independent ha rivelato che i test interni del Ministero dell'Interno mostrano errori sistematici e pregiudizi razziali. I bambini possono essere classificati erroneamente come adulti, perdendo protezioni legali e finendo in centri di detenzione per adulti.
Il documento interno, ottenuto da Lighthouse Reports, descrive i test su sette algoritmi FAE, concentrandosi sul migliore dei sistemi. Tuttavia, anche questo algoritmo ha mostrato deviazioni sostanziali per i soggetti dell'Africa subsahariana, il gruppo più numeroso tra i richiedenti asilo arrivati via piccole imbarcazioni. Per le donne africane subsahariane, l'errore medio è stato di 4,6 anni: una ragazza di 13,5 anni potrebbe essere valutata come maggiorenne. Inoltre, i test sono stati condotti su immagini di alta qualità, mentre nei contesti reali le foto sono spesso scadenti, peggiorando ulteriormente l'accuratezza.
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Le preoccupazioni degli esperti e le conseguenze umane
Tim Cole, professore emerito di statistica medica allo University College London, ha definito le scansioni facciale orribilmente inaccurate. Cole faceva parte di un comitato scientifico che il Ministero dell'Interno ha sciolto proprio mentre valutava l'introduzione dell'IA. Il comitato non ha potuto esprimere le proprie riserve. Anche il National Institute of Standards and Technology statunitense ha da tempo documentato come l'accuratezza dei sistemi FAE dipenda dalla razza e dalla qualità delle foto.
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Il Ministero dell'Interno sostiene che la tecnologia sarà solo un strumento aggiuntivo per gli ufficiali di frontiera, e che in caso di dubbio la persona sarà trattata come minore fino a una valutazione più approfondita. Tuttavia, l'indagine solleva dubbi sul fatto che un sistema così inaffidabile possa essere utilizzato in scenari ad alto rischio. Organizzazioni per i diritti, come Foxglove, hanno inviato una lettera aperta chiedendo di abbandonare il progetto.
Il contesto è quello di politiche sempre più restrittive verso i migranti in tutto il mondo, con governi che spendono miliardi in tecnologie di sorveglianza. La stima dell'età facciale è già utilizzata per la verifica dell'età online in alcuni paesi, ma il suo impiego per i richiedenti asilo rappresenta una novità preoccupante. Per approfondire il tema delle tecnologie imperfette applicate ai rifugiati, leggi il nostro articolo su riconoscimento facciale per i rifugiati.
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La decisione del Regno Unito arriva in un momento in cui l'intelligenza artificiale viene sempre più utilizzata in ambiti critici, spesso senza una sufficiente validazione. La storia mostra che quando la tecnologia è imperfetta, le conseguenze ricadono sulle persone più vulnerabili. Il caso della FAE nel Regno Unito è un monito a non sacrificare i diritti umani sull'altare dell'efficienza tecnologica.
Anche iniziative positive, come l'energia solare fuori rete a Nairobi, dimostrano come la tecnologia possa essere un motore di sviluppo se usata correttamente (leggi qui). Ma quando viene impiegata per controllare e discriminare, i suoi effetti possono essere devastanti.
Fonte: https://www.wired.com/story/facial-age-estimate-uk-asylum-seekers