La comodità di appoggiare lo smartphone su un pad invece di inserire il cavo ha un costo energetico nascosto. Diversi studi indipendenti confermano che la ricarica wireless consuma dal 30 al 40 percento di elettricità in più rispetto alla ricarica via cavo. Un test del 2024 condotto da iFixit ha rilevato che il sistema MagSafe di Apple utilizza circa il 36 percento di energia in più, mentre uno studio OneZero del 2020 aveva già misurato un delta del 40 percento. Questo spreco non è trascurabile su scala globale.
Il meccanismo elettromagnetico è intrinsecamente meno efficiente
La ricarica wireless si basa sull'induzione elettromagnetica: la corrente passa attraverso una bobina nel pad, generando un campo magnetico che induce corrente in una bobina ricevente nel telefono. Questo processo comporta perdite multiple: il calore dissipato, l'aria tra i dispositivi e la conversione da corrente alternata a continua. Mentre un caricabatterie via cavo perde tra il 5 e il 10 percento di energia nella conversione AC-DC, la ricarica wireless aggiunge ulteriori perdite dal 20 al 30 percento dovute al calore e al disallineamento. Il risultato è che per caricare completamente uno smartphone servono circa 15 Wh via cavo contro 21 Wh via wireless.
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L'impatto globale dello spreco energetico è enorme
Secondo il Wireless Power Consortium e il Deloitte Mobile Consumer Survey UK, tra il 30 e il 66 percento dei possessori di smartphone utilizza la ricarica wireless a casa. Con circa 7,6 miliardi di smartphone nel mondo, se solo il 30 percento si caricasse senza fili, lo spreco annuo globale sarebbe di circa 4.830 GWh, energia sufficiente ad alimentare centinaia di migliaia di case per un anno. Questo dato è destinato a crescere con la diffusione dei caricabatterie wireless. Paradossalmente, mentre aziende come Anthropic lanciano agenti AI persistenti come Claude Tag per migliorare l'efficienza lavorativa, la ricarica wireless continua a consumare più energia del necessario.
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Il calore danneggia la batteria e riduce la vita del telefono
Le batterie agli ioni di litio soffrono le alte temperature. I caricabatterie wireless generano calore che, se supera i 45 °C, spinge i meccanismi di sicurezza del telefono a rallentare la ricarica per proteggere la batteria. Questo non solo allunga i tempi di ricarica, ma accelera il degrado chimico delle celle, portando potenzialmente a sostituire il telefono prima del previsto. Un uso prolungato della ricarica wireless in ambienti caldi o sotto cuscini può accelerare ulteriormente il deterioramento.
I caricabatterie economici e i rischi per la salute
Non tutti i caricabatterie wireless sono uguali. I prodotti economici spesso mancano di sensori di temperatura e rilevamento di oggetti estranei. Posizionare oggetti metallici tra il telefono e il pad può causare surriscaldamento pericoloso. Inoltre, alcuni caricabatterie potenti generano campi magnetici abbastanza forti da interferire con dispositivi medici come i pacemaker, attivando la "modalità magnete" e alterando il ritmo cardiaco. È quindi essenziale scegliere prodotti certificati Qi2 o MagSafe.
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Miglioramenti in arrivo ma la ricarica via cavo resterà più efficiente
Gli standard Qi2 e MagSafe stanno migliorando l'allineamento delle bobine, riducendo le perdite. Tuttavia, la fisica della trasmissione senza fili non potrà mai eguagliare l'efficienza di un contatto diretto. I cavi, sebbene si usurino e generino rifiuti elettronici, rimangono la scelta più sostenibile in termini di consumo energetico e durata della batteria. Per chi cerca la massima efficienza, la ricarica wireless su Wikipedia fornisce ulteriori dettagli tecnici.
Fonte: https://www.engadget.com/2200186/wireless-charging-wastes-electricity-why