Science Corporation, startup californiana specializzata in interfacce cervello-computer (BCI), ha ottenuto il via libera dall'ente regolatore europeo per i dispositivi medici per commercializzare il chip PRIMA, un impianto retinico in grado di restituire la vista ai pazienti affetti da degenerazione maculare senile (AMD). La decisione, annunciata questa settimana, segna un passo cruciale per l'azienda fondata da Max Hodak, ex presidente di Neuralink, e apre la strada a un trattamento concreto per milioni di persone che hanno perso la capacità di leggere o riconoscere i volti a causa di questa patologia.
Il chip PRIMA restituisce la visione funzionale dopo un intervento ambulatoriale di un'ora
Il dispositivo PRIMA consiste in un piccolo chip impiantato nella parte posteriore dell'occhio attraverso una procedura ambulatoriale della durata di circa un'ora. I pazienti indossano poi occhiali dotati di telecamera, che catturano la scena visiva e la trasmettono al chip. Quest'ultimo stimola le cellule nervose residue della retina, consentendo al cervello di ricevere segnali visivi. "Uno dei nostri pazienti in Francia ha finito di leggere un romanzo di 300 pagine poco tempo fa e ci ha mandato il libro", ha raccontato Hodak a TechCrunch. "Abbiamo un disegno al muro che uno dei nostri pazienti ha fatto dell'Opera di Sydney. Ci sono video di pazienti che giocano a cruciverba e risolvono Sudoku". L'azienda sottolinea che PRIMA offre una visione funzionale, non perfetta, ma sufficiente a riprendere attività quotidiane come leggere e riconoscere i volti.
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L'approvazione europea e il percorso regolatorio negli Stati Uniti
Oltre al via libera europeo, Science Corporation ha annunciato di aver ricevuto dalla FDA statunitense la designazione di "dispositivo innovativo" (Breakthrough Device), che avvia un percorso accelerato di revisione per due rare forme di cecità. Mentre in Europa la commercializzazione può iniziare, l'azienda sta già discutendo con i sistemi sanitari tedeschi per il rimborso del dispositivo, il cui costo si aggira sulle centinaia di migliaia di dollari. Il primo impianto potrebbe avvenire a settembre in Germania, dove sono stati condotti gli studi clinici. Per garantire la sostenibilità economica, Hodak ha dichiarato: "La cosa di cui questo settore ha bisogno è un'azienda che generi 100 milioni di dollari di fatturato all'anno. C'è il rischio che l'intero campo entri in un inverno, quindi pensiamo sia importante costruire un business sostenibile mentre sviluppiamo tecnologie a più lungo termine".
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Dall'acquisizione di Pixium alla piattaforma ibrida bio-silicio
Science Corporation ha acquisito la francese Pixium nel 2024, rilevando la tecnologia PRIMA già in fase avanzata. Utilizzando la propria piattaforma interna, l'azienda ha perfezionato la documentazione e fatto evolvere il prodotto fino all'approvazione. L'obiettivo non è solo commercializzare PRIMA, ma anche finanziare la ricerca su sensori cerebrali ibridi bio-silicio, sviluppati in collaborazione con il dottor Murat Günel, direttore del dipartimento di neurochirurgia della Yale Medical School. "Portare PRIMA sul mercato è la cosa più importante per l'azienda, perché senza un grande business della vista non possiamo fare le cose ibride a lungo termine", ha aggiunto Hodak. Il chip attuale sarà migliorato in futuro con una nuova versione e occhiali più simili a quelli di realtà aumentata, anche se i requisiti di potenza e calcolo sono ancora elevati. Per approfondire le strategie di adozione dell'AI in ambito aziendale, si può leggere l'articolo su Atlassian: l'adozione dell'AI richiede un approccio di squadra. Per maggiori informazioni sulla degenerazione maculare, si veda la pagina Wikipedia.
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Fonte: https://techcrunch.com/2026/07/22/science-corporations-vision-restoring-chip-wins-eu-approval