Il colosso aerospaziale SpaceX ha dovuto abortire all'ultimo secondo il secondo lancio del suo razzo Starship di terza generazione, avvenuto giovedì 16 luglio 2026 presso la struttura di Boca Chica, in Texas. Il booster Super Heavy si era acceso regolarmente, ma quattro dei nuovi motori Raptor non hanno funzionato, innescando un arresto automatico della sequenza. L'amministratore delegato Elon Musk ha spiegato sulla piattaforma X che alcuni motori non si sono avviati, provocando l'abort del lancio, e che due di essi verranno sostituiti. Il prossimo tentativo non avverrà prima della prossima settimana.
L'evento rappresenta un duro colpo per la società, che puntava a mettere in orbita i primi satelliti Starlink di terza generazione, destinati a bruciare nell'atmosfera circa venti minuti dopo il dispiegamento, dato che lo Starship non ha ancora dimostrato la capacità di raggiungere l'orbita terrestre. Questo è anche il primo test di lancio dallo storico IPO del 12 giugno 2026, la più grande della storia, con cui SpaceX ha raccolto oltre 85 miliardi di dollari. Tuttavia, il titolo ha perso terreno costantemente: giovedì ha chiuso sotto il prezzo di collocamento di 135 dollari e, dopo l'abort, è sceso di oltre il 4% nelle contrattazioni after-hours.
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Ritorno al volo dopo il primo volo misto di maggio
Spacex tentava un ritorno al volo a poche settimane dal debutto dello Starship V3 lo scorso maggio. Quel volo aveva segnato un passo avanti, con il primo stadio capace di sollevarsi dalla rampa e dispiegare simulacri di Starlink, ma il booster Super Heavy aveva subito un guasto prima del tentativo di atterraggio simulato nel Golfo del Messico. La FAA aveva quindi imposto una revisione, autorizzando il nuovo tentativo solo all'inizio di questa settimana dopo aver identificato le cause e le soluzioni. Inoltre, durante la missione di maggio, lo stadio superiore aveva perso un motore, ma era comunque riuscito a simulare un atterraggio sull'acqua senza intoppi.
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L'obiettivo di giovedì era fare un ulteriore passo avanti lanciando i satelliti V3 Starlink, fondamentali per i piani ambiziosi di SpaceX di dimostrare la fattibilità tecnica ed economica dei data center orbitali. Starlink rimane il maggior generatore di entrate e l'unica parte redditizia del business di SpaceX.
Sequenza di lancio interrotta all'ultimo secondo
Il conto alla rovescia era proseguito senza intoppi, con una breve pausa al minuto prima del decollo, poi risolta. Al termine del conto, il sistema di diluvio della rampa si è attivato e il booster ha iniziato ad accendere i motori, ma tutto si è spento improvvisamente. Le grafiche della diretta SpaceX mostravano che quattro motori Raptor non si erano accesi. Ora l'azienda dovrà rimuovere il propellente da entrambi gli stadi e determinare con precisione la causa del problema.
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Per un contesto più ampio sulle sfide normative tra USA ed Europa, si può leggere l'articolo La Cina accelera sull'IA mentre l'Europa discute regole. Inoltre, l'incidente di oggi ricorda altri casi di interruzioni di lancio nel settore spaziale: secondo fonti ufficiali della NASA, gli abort di lancio sono eventi rari ma progettati per garantire la sicurezza. Per approfondire, si veda la storia dello sviluppo dello Starship su Wikipedia.
SpaceX dovrà ora concentrarsi sul fix tecnico, mentre gli investitori monitorano l'evoluzione del titolo in Borsa. L'azienda non ha comunicato una nuova data precisa, ma Musk ha assicurato che si tenterà di nuovo la prossima settimana.
Fonte: https://techcrunch.com/2026/07/16/spacex-suddenly-aborts-second-starship-v3-launch-after-ignition