Spotify potrebbe presto lanciare un proprio strumento di riconoscimento dei brani. Una recente analisi dell'app Android ha portato alla luce stringhe di codice che fanno riferimento a 'Identify a song', 'listening' e 'analyzing', suggerendo che la piattaforma stia sviluppando un'alternativa interna a Shazam. La mossa rappresenterebbe un passo avanti significativo rispetto ai competitor, colmando un divario che fino a oggi ha favorito gli utenti Apple.
Il codice svela un futuro riconoscimento musicale nativo
Secondo quanto scoperto da Android Authority, l'ultima versione dell'app Spotify per Android contiene riferimenti a una funzione di identificazione canzoni. Il sistema richiederebbe l'accesso al microfono del dispositivo e mostrerebbe notifiche quando un brano non viene riconosciuto. Sebbene sia stato individuato solo su Android, è probabile che la feature arrivi anche su iOS. L'azienda non ha confermato ufficialmente, ma i segnali sono forti.
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Spotify colma il gap con Apple Music grazie all'identificazione integrata
Dal momento in cui Apple ha acquisito Shazam nel 2018, gli utenti della mela morsicata hanno goduto di un'integrazione perfetta: un pulsante nel Centro di Controllo per riconoscere la musica e aggiungerla immediatamente alla libreria. Gli abbonati Spotify, invece, hanno dovuto affidarsi a soluzioni esterne, con il risultato di una esperienza frammentata. L'anno scorso Shazam ha introdotto la sincronizzazione automatica con Spotify tramite la playlist 'My Shazam Tracks', ma spesso si crea un elenco confuso di brani da riorganizzare manualmente. Con un identificatore nativo, tutto sarebbe più fluido.
Come funzionerebbe lo strumento di riconoscimento di Spotify
Immaginate di sentire una canzone per strada: un semplice swipe verso il basso per aprire il Centro di Controllo (anche su iOS, se supportato), un tocco e il titolo appare in pochi secondi. Da lì si può aggiungere direttamente a una playlist specifica, senza passaggi intermedi. È lo stesso livello di comodità offerto da Apple Music, che però è limitato al suo ecosistema. Spotify, essendo disponibile su più piattaforme, potrebbe rendere il riconoscimento musicale universale.
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Non è la prima volta che Spotify innova in ambito discovery: l'azienda è da sempre leader nelle playlist personalizzate e negli algoritmi di raccomandazione. Tuttavia, la mancanza di un identificatore integrato è stata a lungo un punto debole. Con questo aggiornamento, Spotify non solo pareggerebbe il conto, ma potrebbe superare Apple Music se l'integrazione sarà multipiattaforma e fluida.
Resta da vedere se la funzione verrà resa disponibile a tutti gli utenti o riservata agli abbonati Premium. In un mercato sempre più competitivo, offrire strumenti aggiuntivi gratuiti potrebbe fare la differenza. Nel frattempo, chi usa l'intelligenza artificiale per scoprire nuove musiche potrebbe trovare in questo strumento un alleato ancora più potente.
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Secondo gli esperti, l'identificazione musicale è solo l'inizio. Spotify potrebbe estendere la funzionalità all'analisi di brani suonati in locale o in radio, diventando un hub di scoperta musicale a 360 gradi. Per ora, però, la società si è limitata a dichiarare che non commenta voci di corridoio. Fonte esterna autorevole: TechRadar ha riportato la notizia per prima.