Venerdì scorso, alcuni clienti di Amazon Web Services si sono trovati di fronte a un conto a dir poco sorprendente. La piattaforma di fatturazione del colosso del cloud ha mostrato stime di addebito per milioni o addirittura miliardi di dollari per servizi mai effettivamente utilizzati. Amazon ha prontamente riconosciuto il problema, definendolo un bug nel sistema di calcolo dei costi.
Il bug ha generato stime di fattura fino a 2,5 miliardi di dollari per singoli account
Secondo le segnalazioni apparse su Reddit, un cliente ha visto una stima di quasi 2,5 miliardi di dollari per il mese in corso, mentre altri hanno ricevuto avvisi simili, con importi variabili da pochi milioni a centinaia di milioni. Amazon ha confermato che le cifre visualizzate non riflettono l'effettivo utilizzo e che il team sta lavorando per risolvere l'anomalia. L'azienda ha dichiarato che il bug è stato introdotto a seguito di una modifica al sottosistema di calcolo della fatturazione, iniziata giovedì sera.
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Amazon ha tentato un rollback che non ha risolto il problema
In un aggiornamento sulla pagina di stato, Amazon ha spiegato di aver provato a ripristinare la modifica recente, ma senza successo. Il problema persisterà per diverse ore, secondo le stime dell'azienda. Un portavoce, Aisha Johnson, ha riferito a TechCrunch che le stime di fattura errate non rappresentano costi reali e che nessun account è stato sospeso a causa del bug. Tuttavia, Amazon non ha fornito dettagli su eventuali account bloccati.
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L'episodio richiama l'attenzione sull'importanza di monitorare i costi nel cloud, un tema affrontato anche in approfondimenti come il confronto tra New Relic e Datadog per l'APM. Per chi utilizza AWS, strumenti di monitoraggio dei costi possono prevenire sorprese simili. Inoltre, la vicenda sottolinea la necessità di trasparenza nei sistemi di fatturazione dei provider cloud, come riportato da fonti autorevoli come TechCrunch.