Microsoft ha aperto Windows 11 versione 26H2 a tutti i dispositivi idonei, compresi i PC che oggi usano ancora Windows 10 ma hanno hardware compatibile. Il rilascio arriva poco più di un mese dopo il lancio iniziale. Per chi gestisce computer aziendali conta il quadro dei problemi noti, perché alcuni hanno toccato Remote Desktop, Azure Virtual Desktop e i domini Active Directory. La buona notizia è che quasi tutti risultano risolti.
Qualche termine, prima di entrare nei fatti. 26H2 è la sigla della versione, seconda metà del 2026. KB è il numero che identifica un singolo aggiornamento, per esempio KB5127648. Known Issue Rollback (KIR) è il meccanismo con cui Microsoft disattiva una modifica difettosa senza rimuovere l'intero aggiornamento. ESU sono gli Extended Security Updates, gli aggiornamenti di sicurezza a pagamento per Windows 10. Credential Guard è la protezione che isola le credenziali di accesso.
Windows 11 26H2 è disponibile per tutti?
Sì, per i dispositivi idonei. Lo riporta Punto Informatico, che cita un messaggio pubblicato da Microsoft sulle pagine del supporto ufficiale. Il testo dice che la versione include tutte le funzionalità annunciate di recente per Windows 11 25H2 e 24H2 e arriva con la tecnologia di manutenzione, per un'installazione rapida.
La distribuzione passa da Windows Update. Se il PC soddisfa i requisiti, compare un avviso. Il rollout iniziale era stato graduale, scelta che serve a intervenire in fretta su pochi dispositivi se emergono problemi.
Quali problemi noti ha avuto la 26H2?
La pagina di Microsoft Release Health elenca cinque questioni. Quattro sono segnate come risolte, una come mitigata.
- Remote Desktop con errore 0xC000000D per utenti non amministratori, risolto con KB5127936 il 28 ottobre 2026.
- Schermo nero dopo l'accesso, osservato soprattutto su host Azure Virtual Desktop con FSLogix, risolto con KB5127648.
- Chiusura improvvisa di applicazioni che usano la decodifica audio AC-3, risolta con KB5127648.
- Perdita della relazione di trust con il dominio, risolta con KB5124010.
- Dispositivi audio USB che non partono o restano muti, ancora con stato mitigato.
Perché alcuni PC hanno perso il dominio?
Il caso Machine Identity Isolation
Secondo Microsoft, la 26H2 abilita la funzione Machine Identity Isolation. L'aggiornamento non la attiva da solo, ma Windows inizia a rispettare impostazioni già presenti o distribuite da policy. La funzione è supportata solo con controller di dominio a livello funzionale Windows Server 2025 o superiore.
Nei casi colpiti, alcuni account macchina protetti da Credential Guard perdevano il canale sicuro con Active Directory. Gli utenti non riuscivano ad accedere con credenziali di dominio valide, mentre l'accesso offline con credenziali in cache poteva continuare. La replica AD e i servizi dei controller non erano toccati.
Cosa è successo a Remote Desktop e agli schermi neri?
Remote Desktop
Dopo l'anteprima di settembre (KB5124010), gli utenti non amministratori potevano non riuscire a collegarsi a dispositivi con Administrator protection attiva, con il messaggio «Il token passato alla funzione non è valido». Microsoft precisa che questa protezione è attiva di default nelle baseline di sicurezza di 24H2, 25H2 e 26H2.
Schermo nero
Su Azure Virtual Desktop alcuni profili esistenti non caricavano il desktop. Come rimedio temporaneo Microsoft indica di avviare explorer.exe da Task Manager oppure di usare il Known Issue Rollback. Chi installa KB5127648 o successivi non ha bisogno del workaround. Se gestisci server remoti, anche l'hosting con aggiornamenti di sicurezza gestiti segue la stessa logica di verifica prima del rilascio.
Limiti da conoscere
Le fonti non dicono quanti dispositivi siano stati colpiti. Il problema dei dispositivi audio USB resta solo mitigato e la pagina Microsoft non indica una correzione definitiva. Del messaggio di supporto citato da Punto Informatico non abbiamo il testo originale, e sulle novità di prestazioni non ci sono numeri. Lo stato dei singoli problemi può cambiare con i prossimi aggiornamenti.
Cosa cambia per chi lavora con il digitale
Se amministri una flotta di PC, la 26H2 non va installata a occhi chiusi. Verifica il livello funzionale del dominio prima di attivare Machine Identity Isolation e controlla le policy su Administrator protection. Per gli ambienti virtuali con FSLogix serve un test su profili reali. Chi ha ancora Windows 10 ha ora un'alternativa, con il supporto ESU fissato a ottobre 2027, secondo Punto Informatico. Anche i problemi di schermo nero nelle sessioni remote ricordano che il controllo operativo parte da test e monitoraggio ordinati.
Il nostro parere
Il rollout graduale ha funzionato come doveva, perché i difetti sono emersi e sono stati corretti in poche settimane. Resta il fatto che una versione di sistema che manda in errore l'accesso al dominio mostra quanto le funzioni di sicurezza attivate di default richiedano documentazione chiara. Per le imprese piccole, senza un reparto IT dedicato, il consiglio è semplice. Aspetta qualche settimana, installa gli aggiornamenti cumulativi più recenti e non partire dai PC che servono davvero a lavorare.
Domande frequenti
Windows 11 26H2 è disponibile anche da Windows 10?
Sì, se l'hardware è compatibile. Punto Informatico riferisce che il rollout coinvolge anche i PC con Windows 10 pronti al passaggio. L'aggiornamento arriva da Windows Update.
I problemi noti della 26H2 sono risolti?
Quasi tutti. Secondo Microsoft quattro dei cinque sono risolti. Resta mitigato quello dei dispositivi audio USB Audio Class 1.0.
Come si risolve lo schermo nero dopo l'accesso?
Installa KB5127648 o un aggiornamento successivo. Prima di allora puoi avviare explorer.exe da Task Manager oppure usare il Known Issue Rollback indicato da Microsoft.
Cosa causa l'errore 0xC000000D in Remote Desktop?
È legato ad Administrator protection attiva sul dispositivo remoto. Microsoft indica che l'aggiornamento KB5127936 del 28 ottobre 2026 lo risolve. Prima si può disattivare temporaneamente la protezione via Intune o Group Policy.
Fino a quando dura il supporto ESU per Windows 10?
Fino a ottobre 2027, secondo Punto Informatico. Microsoft ha posticipato il termine due volte. Chi non può passare a Windows 11 ha quindi più tempo.
Cosa controllare nelle prossime settimane sulla 26H2
Il quadro cambia con ogni aggiornamento cumulativo. Conviene seguire la pagina di Release Health prima di decidere i tempi del passaggio.
- Controlla se il problema dei dispositivi audio USB passa da mitigato a risolto.
- Pianifica un gruppo pilota di PC prima di estendere la 26H2 a tutta l'azienda.
- Segna la scadenza ESU di ottobre 2027 per i PC che restano su Windows 10.




