Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, Apple ha lavorato internamente a due versioni estreme dei suoi processori, denominate M2 Extreme e M3 Extreme, destinate al Mac Pro. Tuttavia, l'azienda ha deciso di non commercializzarle. La notizia, anticipata già nel 2022, è stata ripresa nell'ultima edizione della newsletter Power On, dove Gurman ha fornito nuovi dettagli sulle scelte di Cupertino.
I chip Extreme avrebbero raddoppiato i core rispetto agli Ultra
Secondo Gurman, i chip Extreme avrebbero offerto il doppio dei core CPU e GPU rispetto ai già potenti chip Ultra. L'idea era quella di creare un processore posizionato al di sopra della fascia Ultra, con un nome di marketing che l'analista considera il più sensato per Apple: Extreme. Le specifiche tecniche avrebbero incluso un numero di core di elaborazione grafica e principale doppio rispetto ai top di gamma attuali, rendendo il Mac Pro una macchina ancora più performante per professionisti di settori come il rendering 3D, il video editing e la simulazione scientifica.
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I motivi dell'abbandono: costi produttivi elevati e domanda limitata
Nonostante il potenziale tecnico, Apple ha deciso di non rilasciare i chip Extreme a causa degli alti costi di produzione e di una domanda di mercato ritenuta insufficiente per il Mac Pro. Gurman sottolinea che l'azienda ha valutato che il rapporto costi-benefici non fosse favorevole, preferendo concentrare le risorse su altri progetti. Inoltre, Apple ha recentemente interrotto la produzione del Mac Pro dopo un ciclo di vita di 20 anni, segnando la fine di un'era per il computer desktop professionale. Questa decisione si inserisce in una strategia più ampia di semplificazione della gamma Mac, come si è visto anche in altri settori: ad esempio, Apple testa Live Notes con AI per trascrivere le riparazioni al Genius Bar, puntando su servizi innovativi piuttosto che su hardware di nicchia.
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Il futuro dei processori Apple dopo l'addio alla linea Extreme
Con l'abbandono dei chip Extreme e la discontinuità del Mac Pro, Apple sembra voler concentrare la propria offerta su dispositivi più mainstream, pur mantenendo prestazioni elevate con i chip Ultra. La decisione di non rilasciare processori così potenti potrebbe deludere alcuni professionisti, ma per l'azienda la priorità è la redditività e l'efficienza produttiva. Per chi volesse approfondire la storia dell'architettura Apple Silicon, si consiglia la lettura della pagina Wikipedia dedicata. Nel frattempo, il settore osserva con attenzione i prossimi passi di Cupertino nel campo dei processori custom.
Fonte: https://www.macrumors.com/2026/07/19/apple-worked-on-two-extreme-chips