Tre dei più grandi editori mondiali e un celebre autore hanno intentato una causa collettiva contro Google, accusando il gigante tecnologico di aver violato il copyright utilizzando opere protette per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale Gemini. La causa, depositata presso un tribunale federale, chiede un risarcimento per milioni di opere riprodotte senza autorizzazione. Hachette Book Group, Cengage Learning e Elsevier sono le società attrici, affiancate dallo scrittore Scott Turow, noto per i suoi thriller legali.
Violazione del copyright: Google avrebbe riprodotto milioni di opere senza permesso
Secondo la denuncia, Google avrebbe riprodotto milioni di opere protette da copyright senza ottenere il consenso degli autori o degli editori e senza offrire alcuna compensazione. La causa sostiene che l'azienda avrebbe anche rimosso le informazioni sulla gestione dei diritti digitali (CMI) per nascondere le fonti di addestramento e facilitarne l'uso non autorizzato. Questa pratica, secondo i querelanti, costituisce una violazione deliberata della legge sul copyright, aggravata dalla consapevolezza della sua illegalità.
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Gemini incoraggerebbe la creazione di opere copia senza crediti
Il testo legale sostiene che Gemini non solo è stato addestrato su materiale protetto, ma che il modello permette e talvolta incoraggia la generazione di opere derivate senza citare o compensare gli autori originali. La causa afferma che Google non ha implementato barriere adeguate per impedire che il chatbot produca output che sostituiscano le opere coperte da copyright. Questa accusa si inserisce in un contesto più ampio di battaglie legali tra il mondo editoriale le aziende di intelligenza artificiale, come evidenziato dalla recente decisione di New York di bloccare nuovi data center, segnale di una crescente tensione normativa.
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Precedenti cause contro Meta e il fallito accordo con Anthropic
Non è la prima volta che editori e autori cercano giustizia contro l'uso non autorizzato delle loro opere per l'addestramento dell'IA. Un gruppo simile ha già intentato una causa collettiva contro Meta per motivi analoghi. In un caso separato, alcuni scrittori avevano raggiunto un accordo iniziale con Anthropic per 1,5 miliardi di dollari nel 2025, ma il giudice lo ha respinto considerandolo insufficiente. Questi tentativi evidenziano le difficoltà nel far rispettare il copyright nell'era dell'intelligenza artificiale. Anche le richieste di una regolamentazione più stringente, come la proposta dell'ONU di bando delle armi autonome, mostrano un crescente dibattito globale sull'etica dell'IA.
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La causa potrebbe avere implicazioni significative per il futuro dell'addestramento dei modelli linguistici. Se i querelanti avranno successo, Google potrebbe essere costretta a modificare radicalmente le sue pratiche di raccolta dati e a compensare gli autori. La comunità letteraria segue con attenzione l'evolversi del caso, mentre gli esperti legali ricordano che finora le cause per violazione del copyright contro le aziende di IA hanno ottenuto scarsi risultati. Un parere autorevole di Wikipedia sull'argomento spiega che il rapporto tra copyright e intelligenza artificiale è ancora in fase di definizione legale.
Fonte: https://www.engadget.com/2215206/three-publishers-challenge-google-over-ai-copyright-infringement